La “Fondazione Anna Maria Sechi” lancia una campagna da esportare in Europa - Preoccupanti i dati dell'indagine del prof. Ferrari, presidente ESC. Presto sulle nostre tavole l'alimento principe 'modificato' dall'Università di
Ferrara. “Seguiamo l’esempio della città che ha scelto di mettere il ‘Cuore
al centro’. Al via anche la 'clinica dei sani'”
Roma, 28 aprile 2009 - Gli italiani trascurano la salute del proprio cuore:
uno su 5 fuma, il 40% soffre di colesterolo troppo alto, il 52% è iperteso,
il 41% presenta una frequenza cardiaca sopra i 75 battiti al minuto e ben il
52% non pratica alcuna attività fisica. Il 41% è sovrappeso, il 12%
addirittura obeso e ben il 20% degli uomini ha una circonferenza addominale
sopra i 102 cm, livello considerato come soglia di rischio.

Questi dati emergono da una singolare ricerca compiuta dall’Università di Ferrara, città che ha posto la salute cardiovascolare in testa alle proprie priorità: primo e unico caso in Europa, ha sviluppato un percorso integrato che comprende Istituzioni, strutture sanitarie, e Fondazioni.

E grazie alla collaborazione fra Università e privati sono nati prodotti di eccellenza mondiale, come il “pane della salute”, il solo completamente privo di sale e ricco di omega 3.
Ad oggi, lo studio ha valutato il livello di rischio di 6.321 visitatori del Museo Estense e ora si estenderà a tutti i dipendenti dell’Azienda Ospedaliera S. Anna, ai lavoratori di un’industria metalmeccanica e ai clienti di un supermercato, con l’obiettivo di creare una vera e propria “clinica per i sani”, centro permanente dedicato al benessere cardiaco.

Ma il prof. Roberto Ferrari, presidente della Società Europea di Cardiologia
(ESC) e anima del progetto è ben più ambizioso: “Voglio esportare questo
modello su scala nazionale e poi europea perché sono convinto che la
prevenzione sia compito dell’interna comunità.

Per questo è nato “Il cuore al centro”: un’iniziativa che punta l’attenzione sulla prevenzione delle malattie cardiovascolari, prima causa di morte nel nostro Paese e responsabili di 4 decessi su 10”.

Il progetto è promosso dalla “Fondazione Anna Maria Sechi per il Cuore” (FASC), presieduta dal prof. Ferrari, ed ha già realizzato un’iniziativa innovativa, dedicata alla buona comunicazione, supportata da Boehringer Ingelheim. “In Italia non si insegna ai medici come rapportarsi con i malati, con i familiari, e neppure con i loro colleghi o con i media, essenziali per sviluppare strategie di prevenzione davvero efficaci.

Per colmare questa lacuna abbiamo attivato “Comunicare con il cuore”: una serie di corsi di alta formazione e di materiali di approfondimento rivolti alla comunità scientifica. E ancora, un premio giornalistico per il miglior articolo sulle malattie cardiovascolari, che verrà consegnato a settembre al Congresso Europeo di Cardiologia di Barcellona”.

Ma anche cittadini e pazienti, primi interlocutori della Fondazione, devono poter comunicare: per loro la FASC ha attivato il numero verde del cuore (800.216.662), un servizio gratuito di ascolto e counselling unico in Italia, attivo tutti i giorni feriali dalle 15 alle 17 e reso possibile da un educational grant di Medtronic.

Tra gli obiettivi, fornire informazione su fattori di rischio e prevenzione, offrire orientamento e supporto nella prenotazione della visita, indirizzare il paziente alle strutture di cura e assistenza.

Tutte le informazioni sulle attività della Fondazione Sechi sono accessibili nel sito www.cuorealcentro.it <http://www.cuorealcentro.it/> , il portale dedicato al progetto.

La prevenzione rappresenta la vera chiave per ridurre concretamente il
numero di persone che soffrono di patologie cardiache: in Italia ogni giorno
si verificano circa 90 nuovi casi fra gli uomini, 1 ogni 16 minuti; fra le donne 30, uno ogni 48 minuti. “È paradossale che ad un malato che ha avuto un infarto o soffre di angina venga offerta la più sofisticata tecnica, come la coronarografia o l’angioplastica on-line, ma non si sia in grado di attuare una strategia utile per smettere di fumare e ridurre il colesterolo – commenta il prof. Ferrari -. Ogni 2 sigarette in più il rischio aumenta del 10% l’anno. La riduzione del fumo dà risultati prognostici ben superiori della cardiologia interventiva (la tecnica più costosa in assoluto).

Stiamo studiando con attenzione il caso del Butan, un piccolo stato asiatico che ho recentemente visitato nell’ambito della mia presidenza dell’ESC, dove i
prodotti a base di tabacco sono totalmente banditi: presto calcoleremo i rischi cardiovascolari di questa comunità unica al mondo”. Ma anche alimentazione movimento fisico rivestono un’importanza determinante: il progetto “Cuore al Centro” ha promosso un osservatorio sulla dieta mediterranea, considerata la più efficace per ridurre i rischi, e la ricerca si sta concentrando nel mettere a punto alimenti “amici” del cuore. “

Il “pane della salute” ha meno carboidrati, più fibre, è arricchito di Omega-3,
importantissimi per l’organismo e non facili da reperire, e completamente
privo di sale – spiega il prof. Ferrari -: anche l’Università ha contribuito
alla “ricetta” di questo prodotto unico al mondo, appositamente studiato per
ridurre al minimo il rischio cardiovascolare. E i progetti continuano:
vogliamo creare la “casa della prevenzione”, un centro permanente, aperto a
tutta la cittadinanza, gestito da sanitari e Istituzioni.

Una vera e propria “clinica per i sani”, dove chiunque possa trovare ascolto, esperti pronti a fornire informazioni, prodotti salutari, piatti funzionali al cuore, una guida per capire come acquistare i prodotti giusti, la possibilità di calcolare il proprio rischio individuale, una palestra, ecc. Un progetto trasversale, che include anche una scuola, e che e aiuta i cittadini a
mantenere sano il motore della loro vita”. Obiettivi che la Fondazione Sechi
persegue con le numerose attività attivate: nel sito è possibile calcolare il proprio rischio cardiovascolare, con schede specifiche per i gruppi più critici, come ipertesi, ipercolesterolemici, cardiopatici, donne in menopausa, diabetici.

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