Manifestazione nazionale in occasione dell'entrata in vigore del protocollo di Kyoto.
Quesito ai candidati alle prossime elezioni regionali LEGAMBIENTE, associazione italiana per la tutela dell'ambiente, difesa della salute dei cittadini, salvaguardia del patrimonio artistico italiano, ha organizzato per luned? 14 e mercoled? 16 prossimi una manifestazione nazionale denominata "IO CAMBIO DI CLIMA"=.
La manifestazione si svolger?, come d'abitudine di Legambiente in un centinaio di citt? italiane e sar? l'occasione per sottoporre ed ottenere dai cittadini la sottoscrizione di un documento, che sar? inoltrato e proposto al Governo Italiano che trascriviamo:

"I sottoscritti cittadini chiedono al governo italiano che si doti urgentemente di un programma d'azione capace di assicurare il raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di anidride carbonica e degli altri "gas serra" stabiliti nel Protocollo di Kyoto e di favorire, nei Paesi poveri, uno sviluppo economico e sociale che risponda a criteri di miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni e al tempo stesso scongiuri il pericolo di un impatto sempre pi? pesante sugli equilibri climatici.
L'adozione di misure concrete ed incisive per diminuire i consumi energetici e incentivare le fonti rinnovabili. In particolare, i sottoscritti propongono i seguenti interventi:
1. promuovere le energie rinnovabili, in particolare l'eolico e il solare;
2. incentivare il risparmio energetico, in particolare l'utilizzo di lampade ad alta efficienza, la diffusione di elettrodomestici a basso consumo, il passaggio dagli scaldabagni elettrici a quelli a metano o ad energia solare;
3. CAMBIARE LE POLITICHE SUL TRASPORTO in modo da spostare passeggeri e merci dal trasporto su strada a quello su rotaia e via mare.

Queste azioni consentirebbero di raggiungere l'obiettivo di ridurre del 6,5% le emissioni di C02, ridurrebbero del 50% da oggi al 2020 la nostra dipendenza dal petrolio, farebbero risparmiare al nostro Paese oltre 75 miliardi di euro".

Tanto in considerazione di una serie di dati di fatto, fra i quali spicca il seguente:

"Secondo gli ultimi dati a disposizione della Commissione Europea - situazione aggiornata al 26 novembre 2004 - sono attualmente aperte contro l'Italia ben 73 procedure di infrazione, su un totale europeo di 495, pari quindi al 14.7%. In tale situazione l'Italia si classifica infatti al 69? posto dietro quasi tutti i paesi europei, Stati Uniti e Canada. Legambiente pertanto chiede al governo italiano di invertire senza indugio la sua linea di condotta rispondendo con atti concreti ai numerosi rilievi della Commissione, che mostrino con i fatti la volont? di colmare il preoccupante divario con il resto dell'Europa. Un primo immediato segnale politico deve essere il recepimento completo - entro il prossimo 16 febbraio, giorno dell'entrata in vigore del Protocollo di Kyoto - della direttiva sullo scambio di quote di emissioni dei gas serra e l'approvazione congiunta del piano nazionale di assegnazione delle emissioni climalteranti, che risponda rigorosamente ai requisiti della direttiva ed ai rilievi fatti dalla Commissione al piano presentato dal governo lo scorso luglio e rispedito al mittente per furbesche carenze" (vedi nostro articolo La Ue boccia il piano italiano sulle emissioni)

Questo ? quanto in merito al problema propostovi, divenuto brutalmente attuale visto che milioni di italiani vivono da alcuni giorni e non sappiamo fino a quando, respirando le micidiali "polveri sottili" contro le quali l'unico rimedio possibile, ? il vento, e che tale rimedio ovviamente non rientra fra lo opzioni umanamente praticabili.

In conseguenza, dovendo escludere con assoluta certezza che i nostri governanti siano tutti cos? sprovveduti da non aver capito la gravit? del problema, dobbiamo necessariamente ritenere che i provvedimenti che pure le attuali tecnologie consentono di attivare per contrastare un simile fenomeno, azioni che come si vede dal posto in classifica occupato dall'Italia, ben 68 paesi hanno messo in pratica, non vengano da noi resi operativi, fino a costringere Legambiente ad organizzare la manifestazione anzidetta.

Dove allora e quale l'impedimento che ci costringe a respirare le micidiali polveri se non la cronica mancanza di soldi? Noi non vediamo altri possibili ostacoli e dunque viene da chiedersi se non sia il caso di tradurre in pratica il suggerimento dell'ultima relazione della Corte dei Conti che indicava in 120 miliardi di euro all'anno (240.000 miliardi delle vecchie lire) gli "sprechi" delle amministrazioni locali.

Noi riteniamo che dovrebbero proprio smettere le loro lamentazioni e pensare invece a ridurre, se non annullare tali "sprechi", tutte quelle amministrazioni locali, Comuni, Province e Regioni che ad un tale argomento hanno finora fatto riferimento per giustificare tagli nei servizi, primo fra tutti i tagli alla sanit?. Pensiamo anche che in occasione delle prossime regionali, sarebbe interessante sentire sull'argomento i vari candidati di tutti gli schieramenti e in conseguenza votare chi si dichiarasse sostanzialmente d'accordo con le nostre idee.
Mentre vi invitiamo a partecipare alla manifestazione ed a sottoscrivere il modulo di richiesta al governo, vi anticipiamo,pur essendo scettici sul risultato, che provvederemo a sottoporre il quesito a tutti i candidati che riusciremo a raggiungere e vi riferiremo.

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