grattacielo shard london-
Spettacolare azione di Greenpeace per protestare contro le trivellazioni petrolifere nell'artico.
Sei donne attiviste hanno scalato il grattacielo piu' alto d'Europa, lo Shard, opera firmata dall'architetto Renzo Piano
e che si trova proprio difronte il quartier generale della Shell, una delle imprese coinvolte nel progetto per la ricerca di petrolio, le sei donne provenienti da Polonia, Svezia, Olanda, Canada, Belgio e Gran Bretagna hanno voluto sostenere, insieme a Greenpeace, la campagna "save the artic" contro le operazioni da 5 miliardi di dollari portate avanti dalla compagnia prima in Alaska e poi in Russia, grazie a un recente accordo con Gazprom.
L'azione delle attiviste e' stata un opera mediatica di gran successo, volta a raccogliere quanti piu' consensi possibili, le "climber"  avevano delle telecamere sui loro caschetti per trasmettere in diretta il vivo dell'azione, altre telecamere le riprendevano da terra e da gli edifici adiacenti e una volta arrivate in cima al grattacielo e' stata srotolata un opera d'arte dedicata alle bellezze della regione artica che poi e' stata esibita in modo davvero spettacolare.
Victoria Henry, una delle scalatrici dello Shard ha dichiarato poco prima dell'arrampicata "Quando raggiungeremo la cima potremo vedere tutti e tre gli uffici londinesi della Shell e loro vedranno noi e la nostra installazione artistica a 310 metri d’altezza e ci auguriamo che la smettano di ignorare le proteste in tutto il mondo e che ci pensino due volte prima di andare a trivellare l’Artico”.

Cristina De Lia responsabile della campagna per l’Italia ha raccontato a  Wired.it  "Come Greenpeace chiediamo che l’Artico  sia dichiarato santuario globale, una zona protetta da ogni tipo di interferenza industriale, quello che accade nell’Artico ha riflessi pesantissimi sul clima dell’intero pianeta.
È come se fosse un grande frigorifero, impossibile lasciarlo aperto alle scorribande delle compagnie petrolifere.
Shell, in particolare, ha già combinato un sacco di guai in Alaska fra cui una piattaforma arenata e una incendiata.
Quella delle sei ragazze è una sfida difficile, complicata e simbolica, visto che il grattacielo ha proprio la forma di una scheggia di ghiaccio,
ma senz’altro meno pericolosa di quanto potrebbe avvenire se l’Artico diventasse una terra di speculazione”.