legno sottovuoto
L'abete rosso acquista le caratteristiche dei legni tropicali, in termini estetici ma anche di resistenza e durabilità. Come? Grazie a un trattamento ecologico del legno messo a punto dai ricercatori dell’Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ivalsa) di San Michele all’Adige (Trento), che non prevede l'uso di sostanze chimiche. 

A spiegare il processo di lavorazione - noto come Termovuoto® (marchio stato depositato e coperto da tre brevetti) finanziato dalla Commissione Europea con un importo di 1,8 milioni di euro e presentato sulle pagine di Bio Resources - è Ottaviano Allegretti responsabile del laboratorio Labess di Cnr-Ivalsa e della parte scientifica del progetto.
“Il Termovuoto combina un processo di essiccazione sottovuoto ad alta efficienza energetica e un trattamento termico, con l’obiettivo di offrire un prodotto ecologico, a basso impatto ambientale, conveniente e di alta qualità", racconta il ricercatore, "Grazie a questa tecnologia è possibile fornire a specie legnose come l’abete rosso, dominante in Trentino e nell’arco alpino, caratteristiche tipiche dei legni tropicali che vengono anche per questo importati, quali una spiccata
piacevolezza estetica e particolari doti di durabilità non presenti nel legno naturale, che lo rendono particolarmente idoneo all’utilizzo in esterno, per esempio in infissi, facciate, arredi esterni e guardrail.
Il legno garantisce così una forte competitività non solo rispetto a quello non trattato ma anche ad altri materiali,plastica fra tutti”.
Allegretti punta poi l'accento sul carettere ecologico del processo: “Grazie anche alla riduzione dell’impatto ambientale ed economico del trasporto su lunghe distanze e allo sfruttamento eccessivo delle foreste tropicali, permette di ottenere effetti positivi sul piano ambientale ed energetico”, continua il ricercatore, “La ricerca ora si concentra sulla certificazione del materiale rispetto al suo ciclo di vita, dal bosco fino allo smaltimento, e sulle analisi delle sostanze organiche volatili (Voc) necessarie per l’applicazione nel settore dell’arredamento di interni.
Con l’obiettivo di portare gli investimenti fatti e il patrimonio di conoscenze e tecnologie acquisite a ricadute reali nel sistema legno italiano”.

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