Consumatori, sistema produttivo ed energia. Altri effetti della crisi: diminuito del – 5,2 a marzo il consumo di energia elettrica in Italia. La decrescita del Paese favorisce abitudini migliori degli italiani come la riduzione degli sprechi

Continua la quotidiana attività dello “Sportello dei Diritti”, nel segnalare i segni più o meno tangibili degli effetti della crisi nel Nostro Paese che stanno comportando anche un cambiamento delle abitudini degli italiani che non deve essere visto, però, solo da un lato negativo. La recessione che viviamo, sta infliggendo colpi su colpi ad un capitalismo ed un consumismo esasperati e gli italiani, con le tasche sempre più vuote, iniziano a risparmiare un po’ su tutto dopo anni ed anni di vera e propria induzione allo spreco ed all’indebitamento.

La decrescita dell’Italia per Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, si palesa anche da un dato inequivocabile: nel mese di marzo 2012 l’energia elettrica richiesta in Italia, 27,4 miliardi di kWh, ha fatto registrare una flessione del 5,2% rispetto a marzo dello scorso anno.

La domanda risulta essersi ridotta complessivamente del 4,9 % se il dato della variazione indicato  viene depurato dagli effetti di calendario e temperatura. Va, infatti, precisato che se le giornate lavorative (22) sono state le stesse nei due anni a confronto, si è registrata una temperatura media superiore di pochi decimi di grado centigrado rispetto a marzo 2011.

A fare da padrone nei consumi di energia nel mese di marzo 2012 è sempre il Nord, che assorbe il 47,1%, a fronte del 28,7% del Centro e del 24,2% del meridione.

Più significativa, però, la variazione della domanda al Nord che segna -5,4% mentre identica, - 4,8%, al Centroe al Sud.

Lo scorso mese  la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per un 83,2% con produzione nazionale e per la quota restante (16,8%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero.

A tal proposito, la produzione nazionale netta (23,0 miliardi di kWh) è diminuita dell’8,0% rispetto a marzo 2011.

Continua la crescita delle fonti di produzione eolica (+14,9%) e fotovoltaica (+327,5%).

In forte flessione quella idroelettrica (-33,7%), termica (-11,8%), mentre un po’ meno la  geotermoelettrica (-3,1%).

Nel primo trimestre del 2012 la domanda di energia elettrica è risultata in calo dell’1,9% rispetto ai valori del primo trimestre del 2011; a parità di calendario il valore è -3,3%.

In termini congiunturali, la variazione destagionalizzata della domanda elettrica di marzo 2012 rispetto al mese precedente è risultata pari a -4,4%. Il primo trimestre 2012 risulta in crescita, seppur molto debole (+0,3%), rispetto all’ultimo trimestre del 2011. Il profilo del trend si mantiene stazionario.

Giovanni D'Agata

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