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Società

Società e Costume è lo spazio dedicato a tutto ciò che accade intorno a noi, specie sul piano dei comportamenti. Comprende vari argomenti specifici quali: Istruzione e Formazione, Natura e Ambiente, Religione, Stranezze e Curiosità, Modi di vivere, Istituzioni, Fatti e Opinioni, Auto e Motori, Vignette

A San Severo l'obelisco più alto del mondo

Monumento cimitero san Severo

Il 4 aprile 2017 il Monumento alle vittime della strada con l'obelisco più alto del mondo realizzato dall'imprenditore Dario Montagano nel Cimitero di San Severo sarà donato al Comune e diventerà patrimonio della collettività. Si terrà il 4 aprile 2017 la cerimonia di consegna al Comune dell'obelisco più alto del mondo realizzato nel cimitero di San Severo per ricordare le vittime della strada.Con l'ultimo step burocratico compiuto l'obelisco monolitico realizzato dall'imprenditore Dario Montagano diventerà a tutti gli effetti un monumento cittadino.


Importanti novità in arrivo per la professione di avvocato: presto cancellati l’obbligo dei contributi minimi alla Cassa Forense e l’iscrizione obbligatoria alla stessa!

cassaforense  img Il sole 24 ore
Perfino l’obbligo di assicurazione sarebbe contestato dagli avvocati italiani, in quanto la libertà di scegliere se sottoscrivere una polizza dovrebbe essere insindacabile. Infine, tra le proposte del ddl,vi sarebbe anche l’eliminazione del divieto dei patti quota lite, che richiedono un più esteso approfondimento in sede parlamentare.

Scopre su Internet delle foto osè della moglie, “prematrimoniali”, e chiede l’addebito della separazione: il giudice gli da torto!

donna seminuda
Vicenda più boccaccesca di così non poteva capitare. Gli ingredienti ci sono tutti: il marito inconsapevole, la moglie dal passato non proprio “cristallino”, ed infine la curiosità morbosa degli scaltri “navigatori del web” e del mondo virtuale di internet, che spesso “mette a nudo” con la sua immediata e “democratica” diffusività, fatti e circostanze che, in passato, non sarebbero mai venute alla luce.

L’avvocato più “cliccato” in Italia sfida gli “haters”: «Se mi avete invidiato l’anno scorso preparatevi, nel 2017 sarò ancora più famoso!!!»

E.Gargiulo

Chi naviga sul web e frequenta i social network si sarà imbattuto più di una volta nei cosiddetti “haters”. Nascosti sotto i “nickname” più improbabili, questi utenti avvelenano le discussioni con i loro commenti improntati a un odio violento e immotivato. Non si tratta di qualche post particolarmente virulento, ma di un atteggiamento costante di disprezzo e provocazione, che inquina le discussioni on line.

Oggi difatti, rispetto al passato, esistono i social network. Sono uno strumento tecnologico che consente a tutti, ma proprio a tutti di rendere nota al mondo la loro opinione su qualunque cosa, magari infarcendola di pure sciocchezze, bugie, falsità, create per diffamare. Strumenti che consentono a qualche milione di frustrati di vomitare tutta la loro fiele e invidia contro chiunque, nella vita, ha saputo mettere a frutto il proprio talento, magari non comune, e ha giustamente raggiunto il successo anche solo “virtuale” su internet.

A parlarne ultimamente è stato anche l’avv. Eugenio Gargiulo, 46 anni di Foggia, recentemente proclamato dall’autorevole Google Zeitgeist , il legale italiano “più cliccato sul web”, uno dei più noti “web influencer” in Italia , attivo sia sui maggiori social network come Facebook, sia su YouTube , nonché presente costantemente in oltre una dozzina di siti e testate web nazionali e non.

Continuamente bersagliato dai cd. “haters” ad ogni sua apparizione e commento sul web, l’avv. Eugenio Gargiulo ha sentito la necessità di esprimere la sua opinione su questo fenomeno, nonché di lanciare una provocatoria sfida nei confronti di chi ha fatto dell’odio una vera e propria “professione virtuale”!

L’occasione è nata da dei recenti interventi del noto legale foggiano in tema di crisi dell’avvocatura e devastanti effetti negativi prodotti dalla recente legge “taglia avvocati” ( l. 247/12) che ha costretto alla cancellazione oltre 30.000 avvocati italiani solo in questi ultimi due anni. Le affermazioni ed i commenti sul delicato argomento dell’avv. Eugenio Gargiulo hanno fatto , infatti, il giro delle maggiore testate online presenti sul web ed hanno immediatamente scatenato l’odio ed i commenti negativi e spesso fuori luogo dei cd.”haters”: “Gargiulo tu non puoi parlare in difesa degli avvocati……sei solo un buffone” sono stati i “post” probabilmente più gentili tra quelli postati a commento degli interventi del legale foggiano.

E Gargiulo non si è sottratto a tale scontro di civiltà e di educazione (la cd. netiquette del web) e ne ha approfittato per parlare di chi lo critica sul web: «È gente che pensa ore per fare una battuta su Internet ma non sarebbe in grado di confrontarsi dal vivo. Non hanno coraggio, né un briciolo di preparazione culturale e morale, si nascondono dietro la tastiera di un computer!»

Anche il sottoscritto – continua Gargiulo – aderisce, pertanto, alla provocatoria e divertente campagna lanciata in tv e sul web dai più famosi , mediaticamente parlando, Bebe Vio e Alessandro Cattelan che propongono il tema “Dona un neurone a un hater”, un momento di riflessione e goliardia insieme, per aiutare chi è meno fortunato di noi.

“Sono persone che nascono con qualcosa in meno, sono gli odiatori del web, gli hater. Aiuta un hater: se gliene doni uno, avrai già raddoppiato il numero dei suoi neuroni”, evidenzia anche l’avv. Eugenio Gargiulo . “Il fatto che lo esprimiate su internet, non rende il vostro odio meno grave”.

E conclude lanciando una sfida provocatoria: «Se mi avete invidiato l’anno scorso preparatevi, nel 2017 sarò ancora più famoso: la vostra invidia sarà la mia fortuna!!!».

Foggia, 16 marzo 2017
avv. Eugenio Gargiulo

Il terremoto, la slavina e l'umana stupidità

slavina hotel rigopiano
Sembra sia drammaticamente vero che l'uomo rechi l'innata vocazione all'autodistruzione. Da sempre, egli agisce contro la propria conservazione. Nonostante ci siano anchecoloro i quali, come i credenti nelle diverse fedi religiose, sostengano la sua incolpevolezza nei confronti di determinate contingenze. Secondo costoro, eventi come i terremoti o le slavine, sarebbero mandati da Dio, il quale ci amerebbe ”follemente”, come suole ripetere il quotidiano “Avvenire” (1).

L'androsuino. Purtroppo o per fortuna?

La notizia è di quelle destinate a suscitare scalpore e polemiche: infatti, per la prima volta, alcuni ricercatori sono riusciti a produrre embrioni chimera comprendenti cellule umane e suine. Si tratta di una rilevante conquista scientifica, la quale rappresenta il primo passo verso lo sviluppo di organi umani provenienti da organismi animali, che potranno essere poi trapiantati nelle persone malate.

Hotel Rigopiano - Conclusa la tragedia con il ritrovamento delle ultime vittime

soccoritori a Rigopiano
A distanza di sette giorni dalla immane valanga che ha fatto crollare e sommerso l'Hotel Rigopiano di Farindola ieri sera intorno alle 23,00 gli ultimi dispersi sono stati ritrovati, portando così a 29 il numero complessivo dei morti e facendo svanire quel barlume di speranza che aveva sorretto i familiari e amici delle vittime. Vi trascriviamo l'articolo pubblicato da La Repubblica.it che ci sembra essere il più completo e sincero.

L'euro come pretesto autarchico


A una superficiale disamina, l'euro potrebbe confondersi con una sorta di marco svalutato, quando in effetti esso si propone come un subdolo espediente economico compendiante in un'unica valuta le quotazioni registrate nel 1999, rispetto alla moneta tedesca, dalle singole divise nazionali della cosiddetta zona euro. All'epoca, segnatamente all'Italia, fu fissato il valore dell'euro nella misura di 1936,27 lire rispetto al marco. Il quale era allora quotato 990 lire. Sulla base di quel computo, e stabilito il valore dell'euro pari a 1,99583 marchi, in Italia il valore dello stesso veniva così ricavato: 990x1,99583=1936,2717. Di conseguenza, per la determinazione del valore dell'euro negli altri Paesi dell'eurozona, bastava sostituire la prima cifra con quella riferita alla quotazione all'epoca registrata dalla moneta dello Stato in questione.

Appare così evidente come l'euro sia nato da un inganno: esso esprime infatti non una moneta unica, come potrebbe erroneamente sembrare, ma un ibrido monetario compendiante gli specifici valori dallo stesso assunti nelle contingenze economiche dei singoli Stati della zona euro. Da un così paradossale rapporto, derivano le differenze del costo della vita nei diversi Stati dell'euro. Succede così che, nell'ipotesi di un pensionato italiano, costui vivrebbe meglio nel Portogallo. La differenza sta nel fatto che questo Paese abbia un costo della vita più basso di quello italiano e che abbia pertanto anche pensioni e retribuzioni inferiori a quelle italiane. Al contrario, in Germania, lo stesso pensionato vivrebbe peggio, perché lì il costo della vita è più alto di quello italiano. L'insidia dell'euro consiste pertanto nel fatto che la sua quotazione non segua la dinamica del mercato: quella stessa dinamica che le singole monete dell'eurozona conoscevano in precedenza in funzione delle specifiche circostanze economiche.

Qualcuno ha obiettato che l'adozione dell'euro avrebbe scongiurato per l'Italia il rischio di una svalutazione. Questo però non è vero, dal momento che, proprio la mancata possibilità di svalutazione delle singole monete nazionali afferenti all'euro, abbia determinato una stagnazione economica, impedendo alle imprese nazionali di essere competitive nelle esportazioni in ragione del minor costo delle materie prime legato proprio alla loro possibile svalutazione rispetto all'euro. E' indicativa al riguardo la svalutazione subìta dalla lira nel 1992, quando raggiunse la soglia del 20%. Ebbene, a quella situazione seguì una inflazione del solo 5%. Il che condusse a un incremento delle esportazioni e, di conseguenza, della produzione e della occupazione.

La Germania è fortemente motivata al mantenimento della moneta unica, perché tramite essa unifica il mercato europeo riguardo le sue esportazioni. Per questa ragione, essa non ha convenienza nella svalutazione della lira, la quale renderebbe più cari i suoi prodotti. Inoltre, il passaggio dalla lira all'euro ha determinato un generale aumento dei prezzi, poiché, in tale evenienza di mercato, i prezzi tendono ad adeguarsi automaticamente verso l'alto anche a causa del dominio della economia tedesca. Emerge così la reale portata distruttiva insita nella adozione dell'euro.

Inoltre, con il passaggio all'euro, al fine di scongiurare un possibile aumento del costo dei suoi prodotti, la Germania ha fatto ricorso a un banale accorgimento: ha sfruttato l'esercito dei disoccupati per arginare l'incremento del costo del lavoro dovuto all'euro. Ha attinto in proposito, e in maniera preponderante, alla abbondante mano d'opera straniera, costituita pressoché esclusivamente dai migranti, nell'intento di contenere l'aumento dei salari, penalizzando di conseguenza i lavoratori tedeschi, seppur compensandolo attraverso un significativo incremento produttivo.

Alla luce di queste brevi riflessioni, risulta evidente come il ritorno alla lira non comporterebbe nessun cataclisma sociale. In quel caso, le imprese italiane dovrebbero contenere il costo delle merci per non condizionare negativamente il mercato interno, ma in compenso ne deriverebbero una sensibile agevolazione attraverso l'incremento delle esportazioni. In quel caso, la Germania si troverebbe in difficoltà e si vedrebbe costretta ad abbandonare l'euro per poter competere con le imprese italiane, le quali produrrebbero con costi minimi e con una moneta più debole dell'euro. Nello stesso tempo, le retribuzioni e le pensioni non perderebbero il rispettivo potere d'acquisto, poiché si stabilirebbe un nuovo equilibrio di mercato comportante la riduzione dei costi di produzione.

Quella imposta con l'euro, è una Europa non comandata, ma soverchiata dalle banche: vale a dire da combriccole di furbi vocati alle speculazioni di borsa e del tutto refrattari al sostegno dell'economia dei produttori.

La caduta dell'euro porterebbe a riaffermare l'inalienabile principio secondo il quale ogni Popolo debba avere un governo non soggiacente alle follie dei poteri sovranazionali. Un governo sovranazionale, come quello attuale, non può imporre leggi a uno Stato se non privandolo della sua sovranità nazionale. E infatti, l'attuale Unione Europea, è un diabolico artificio costruito a tavolino, ed è il frutto di un mito ideologico (altro che caduta delle ideologie!) avulso dal rispetto delle fondamentali leggi economiche.

Una Europa finalmente libera dall'euro, sarebbe una Europa sulla quale spirerebbe il gradevole vento della indipendenza e della libertà dalla tirannia dell'economia della globalizzazione: un'Europa la quale non sarebbe costretta a sottostare agli interessi transnazionali delle banche e delle borse, le quali lucrano a detrimento del lavoro reale delle imprese.

In questa Europa Unita, non c'è democrazia: c'è soltanto un compulsivo dispotismo burocratico volto a schiavizzare i popoli. Non bisognerebbe mai dimenticare inoltre che ogni Stato abbia il diritto di tutelarsi dai prodotti stranieri attraverso l'imposizione di dazi. Solo che questo non è consentito dentro il rigore dell'Europa Unita, la quale si arroga però il diritto di elevare dazi sulle merci che, prodotte al suo interno, siano destinate all'esportazione, danneggiando così quelle attività imprenditoriali che esportino fuori dall'Unione. In una situazione ordinaria, questa sarebbe considerata mera follia. Ma qui è la regola. Perché l'Europa, perché questa Europa, è di fatto diventata la patria degli speculatori della finanza.

Immagine, da:

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Ed il Tribunale sentenziò: Vietato pubblicare foto di minorenni su Facebook, Twitter ed altri “social network” senza il consenso di entrambi i genitori!

Facebook
Vi siete mai posti la questione se si possano “postare” le foto dei propri figli sui social network come “Facebook”? Sicuramente , infatti, la maggior parte di voi ha postato , almeno una volta nella vita, su Facebook o su Instagram o su Twitter qualche foto dei propri figli da soli o in compagnia,vostra o insieme a qualche amichetto magari di scuola.

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