Sport

Lo sport al giorno d' oggi riveste un' importanza che travalica il fatto tangibile, fino a divenire parte del nostro immaginario e modus vivendi, specchio (inconscio) della nostra società, forma privilegiata di socializzazione collettiva e leale strumento per mettersi in sana discussione con gli altri.

Vince largentina
Ci sono voluti i classici 120 minuti di gioco più i rigori, per designare la seconda finalista di questi campionati del mondo Brasile 2014. Ed il verdetto finale dice Argentina che affronterà la Germania domenica prossima al Maracanà di Rio de Janeiro.

balotelli mondiale 2014
Mario Balotelli si è sfogato sui social network dicendo che lui ha dato tutto per la nazionale e che ha la coscienza a posto! Ma allora viene da pensare e da dire che tecnicamente è scarso dato che in 3 partite ha combinato poco. 

Usciamo a testa bassa dal campionato mondiale in Brasile. Mi sembra la metafora di un'Italia che non riesce a scrollarsi di dosso un periodo nero a tutti i livelli: politico, economico, sociale. E adesso anche nello sport non riusciamo a dimostrare di avere gli attributi per competere con le altre nazioni.

Quando ​Mario ​Balotelli ha inzuccato, con il suo testone, la palla in fondo al sacco decretando così la vittoria degli azzurri per 2 a 1 sulla nazionale inglese, immagino che l'urlo ​ dei tifosi italiani,​ si sia levato all'unisono​,​ nell'ormai classica riunione in famiglia, al bar, in pizzeria, nelle piazze​,​ davanti ad enormi schermi tecnologicamente avanzati.

FIFA MONDIALI 2014 BRASILE

Cresce l’attesa Mondiale. La Coppa del Mondo è il massimo palcoscenico per i calciatori, che hanno un’occasione unica per dimostrare all’intero pianeta il loro valore. Vivi sono i ricordi del Senegal del 2002, rivelazione assoluta in Corea e Giappone che, trascinato da Diouf & C. spazzò via la Francia prima di uscire ai quarti di finale e che diede la possibilità a gran parte dei nazionali africani di ottenere contratti con le maggiori squadre europee.

Dopo le due consecutive promozioni ottenute in appena 20 mesi. Era il 16 settembre 1991, un lunedì. Il giorno prima, si era disputata la terza giornata di un campionato che, alla fine, coronerà campione d’Italia la squadra stellare di Baresi e del trio olandese Rijkaard, Gullit, Van Basten.

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