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Pompei, ecco come stanno distruggendo un pezzo di storia


Pioggia e mancati restauri: come scrive Lettera43, negli Scavi tre nuovi cedimenti. L’ultimo il 3 marzo. Riunione urgente al Mibact.

Tre crolli in poche ore, come a ricordare che l’emergenza non è finita affatto.Tra la serata del primo marzo e la mattina del 2 negli Scavi di Pompei (Napoli) i muri si sono sbriciolati sotto la pioggia insistente, il peso del tempo e i mancati restauri.I cedimenti hanno riguardato il Tempio di Venere e un muro di una tomba della necropoli di Porta Nocera. A comunicarlo è stata la Soprintendenza speciale dei Beni Archeologici di Pompei, che ha rassicurato sulla interdizione delle due aree dissestate. Ma nella mattinata del 3 marzo, a cedere è stato un muro di due metri, parte della struttura di una bottega chiusa al pubblico.


Riunione martedì 4 marzo. Immediata è giunta la convocazione, da parte del neoministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, di una riunione operativa su Pompei, in programma per martedì 4 marzo alle 10.30 al Mibact.
Franceschini ha chiesto un rapporto dettagliato sulle motivazioni dei crolli nel sito archeologico degli ultimi mesi. Il nuovo titolare del Mibact vuole valutare l’efficacia degli interventi di ordinaria manutenzione e lo stato del Grande Progetto Pompei.
Al tavolo pronti a partecipare il Soprintendente incaricato Massimo Osanna, il direttore generale delle antichità, Luigi Malnati, il direttore generale del Grande Progetto Pompei, generale Giovanni Nistri, tutti di recentissima nomina da parte dell’ex ministro Massimo Bray.
Franceschini ha chiesto proprio a Nistri e Malnati chiarimenti sulle ragioni degli ultimi due crolli negli Scavi di Pompei.

«Stato di conservazione compromesso».«Il Tempio di Venere era l’avamposto della città verso il mare. Il suo stato di conservazione era da tempo compromesso. Per quanto riguarda la necropoli di Porta Nocera, si tratta della più rilevante, per numero e importanza di monumenti funerari, tra quelle rinvenute nell’area archeologica», ha affermato l’architetto Antonio Irlando, responsabile dell’Osservatorio Patrimonio culturale, che punta il dito contro «un vuoto gestionale senza precedenti».

«Lo staff non ancora insediato».Irlando ha ricordato che «la nomina del soprintendente Massimo Osanna non è stata ancora perfezionata dalla Corte dei Conti e incombono su di essa alcuni ricorsi amministrativi. Inoltre il direttore generale del Grande Progetto Pompei e il suo vice sono di fatto impossibilitati a operare in quanto lo staff di 25 persone che li dovrebbe supportare nel difficilissimo compito di dare impulso al piano per la città non è stato ancora insediato».

Muratura già puntellata.

Nel Tempio di Venere, sono cadute pietre dalla spalletta del quarto arcone sottostante la struttura. La muratura, interessata da alcune lesioni, era già stata puntellata.

Più grave il crollo avvenuto nella prima mattinata del 2 marzo, che ha interessato il muro di una tomba della necropoli di Porta Nocera, prospiciente l’antica strada. Il muro serviva da contenimento del terreno in cui erano state poste le sepolture ed era pertanto costruito contro-terra. «Si è provveduto a chiudere tutti gli accessi alla necropoli», ha assicurato la Sovrintendenza speciale di Pompei, «che rimarrà chiusa al pubblico fino al completamento delle verifiche del caso e al ripristino del muretto».

Fonte: www.infiltrato.it


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