Prodotti tipici calabresi….e chi non ne conosce, anche e solo “per sentito dire”,  la loro eccellenza??!! Vere chicche del gusto che spaziano dai salumi all’ortofrutta, ai sottoli e molto altro ancora: l’immediato contatto con la natura, i tradizionali metodi di lavorazione, l’uso di materie prime di qualità…..sono tutti elementi che ne fanno sempre e comunque referenze “una spanna in su” rispetto ad altri.

 

E tra i tanti una menzione particolare va fatta anche per i prodotti da forno, delizie di gusto tra le quali emergono ad esempio, la pitta ‘mpigliata (o ‘nchiusa), le susamelle, i mostaccioli: e senza dubbio una di queste delizie di pasticceria è rappresentata dal Bocconotto, dolcetto di pasta frolla presente anche in altre regioni del sud Italia, ma che nacque a Cosenza circa 5 secoli fa. Si narra, infatti, che nel 1500 in un convento di monache si era soliti preparare le “Varchiglie” per deliziare il fine pasto di Vescovi e prelati di alto borgo: si trattava di una bocconottisorta di barchetta di pasta frolla (dal dialetto calabrese varca = barca) preparata con l’ausilio di formine di metallo, ripiena di farina di mandorle e zucchero, racchiusa superiormente da una copertura di cioccolato.

Siamo in pratica molto vicini al bocconotto  che successivamente  si diffuse tra il “volgo”, anche se poi alla costosa farina di mandorle della originaria Varchiglia si sostituì gradualmente un ripieno di varia tipologia (prevalentemente mostarda di frutta, marmellata, crema di nocciola o crema di cioccolato) così come la copertura superiore di cioccolato fu sostituita da pasta sfoglia guarnita da abbondante zucchero a velo. E’ la fattispecie, in pratica, che si riesce a reperire attualmente in commercio …anche tramite il web, buona come sempre, visto che la tradizione dolciaria artigianale calabrese ne rispetta tuttora e rigidamente i canoni e la ricetta. Anche se, ovviamente, ai giorni nostri ci si è “evoluti” in qualche minimo particolare: così, ad esempio, alle formine in metallo han preso sovente il posto i più pratici “pirottini” di carta o, ancora, le formine in silicone.

boccoprocMa vediamo un po’ la ricetta del classico Bocconotto, così come viene tramandata di generazione in generazione.

Occorre anzitutto predisporre una sfoglia tirata si da averne uno spessore di 1/2cm circa, da lasciar riposare una buona mezzora: nel mentre si possono imburrare e infarinare le formine, affinchè possano accogliere uno strato di sfoglia senza che vi si attacchi, avendo cura di togliere le parti in eccesso (..da non buttare assolutamente, visto che con queste verranno modellati i corrispondenti “coperchi” sovrastanti!!). Si provvede quindi a farcire col ripieno preferito, e utilizzando appunto le parti in eccesso re.impastate per una ulteriore sfoglia, si chiuderanno i bocconotti.

Qualcuno preferisce spennellarli con uovo sbattuto, prima di infornare in forno preriscaldato a 170 gradi per una buona mezzora circa (occhio a non farli “abbronzare” eccessivamente!!). Ultimata la cottura basta lasciarli raffreddare, levarli dalle singole formine e decorarli con zucchero a velo in abbondanza.

Ecco fatto……resta solo da deliziarsi!!

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