Cosenza, calcio a bambino di 3 anni di origini marocchine perché si avvicina al figlio

Martedì, al centro di Cosenza, un "signore" ha sferrato un calcio all'addome di un bambino marocchino, di soli 3 anni, perché aveva osato avvicinarsi troppo al passeggino in cui si trovava la figlia. 
Rayem, questo il nome del piccolo, si era avvicinato al passeggino per salutare e giocare insieme come avrebbe fatto ogni bimbo di tre anni, di qualunque colore e nazionalità. 
 
Ma questa vicinanza non è piaciuta al padre della bambina che gli ha sferrato un calcio sull'addome
 
Il piccolo, ha fatto un volo di due metri.
"Ho visto quel bimbo fare un salto di due metri e accasciarsi a terra. Non potevo credere a quello che stava succedendo. Il mio primo pensiero è stato soccorrerlo" la testimonianza di una ragazza. 
 
Subito portato in ospedale per le cure del caso fortunatamente non ha riportato ferite fisiche, ma quelle psicologiche resteranno per tanto tempo. Il padre ha raccontato che Rayem per due giorni non ha preso sonno, continuava a piangere, non la smetteva più. Piangeva e chiedeva: "Perché? Cosa ho fatto di male, papà?" 
 
Possiamo dire che tu piccolo Rayem non hai fatto nulla di male, siamo noi italiani che siamo diventati un paese razzista, dove si cerca sempre un nemico da odiare. Come ha scritto Umberto Eco "Ci vuole sempre qualcuno da odiare per sentirsi giustificati nella propria miseria." 
Su qualche social network si legge che la politica non c'entra nulla in questa storia, che è soltanto il gesto di un folle ma la verità è che questo è il risultato di mesi di odio dove la caccia al diverso è diventata sport nazionale, frasi come" prima gli italiani" si insinuano nella mente e quando poi arrivano a menti chiuse che curano solo il proprio orticello con la paura del diverso questi sono i risultati. 
 
Per fortuna però c'è ancora chi reagisce e non sottosta a questo clima di odio e terrore, come la giovane testimone di questo barbaro atto, la giovane oltre aver prontamente soccorso il piccolo e aver allertato il 118 e la polizia, ha lanciato un appello alla madre del bambino colpito perché le faccia sapere le condizioni del figlio e dicendosi pronta ad aiutarla. 
 
A te dico grazie, grazie per ricordarci che siamo umani. 

Trovato il colpevole del calcio al bambino

Nel frattempo grazie alle telecamere di sorveglianza dei negozi(l'episodio è avvenuto nel centro di Cosenza) è stato individuato e denunciato dalla polizia l'autore del barbaro gesto. Denunciata anche la moglie. Si tratta di T.D., di 22 anni, e M.V., di 24 anni. La coppia è stata denunciata con l'accusa di lesioni personali aggravate.
 
L'uomo, è il fratello di un pentito di camorra, e si trovava in un luogo protetto del cosentino. 
Immediatamente subito dopo i fatti marito e moglie sono stati allontanati dalla Calabria e trasferiti in altra località protetta. 

Il commento del sindaco di Cosenza 

Il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, ha parlato di un episodio "raccapricciante" che provoca "indignazione e sconcerto", sottolineando come Cosenza sia "storicamente città di inclusione e accoglienza. Qualsiasi sia il motivo, se di natura razzista o di cieca follia - ha detto il sindaco - certamente si tratta di un gesto gravissimo che non può trovare alcuna giustificazione, né deve essere sottaciuto".