Calo emissioni di Co2

Alla fine del 2015 diminuzione dell’11,9 per cento rispetto al 2009. Il dato nei risultati del monitoraggio realizzato dall’Agenzia per l’energia e presentato in Commissione Seta


Una riduzione delle emissioni di anidride carbonica in atmosfera in tonnellate equivalenti pari all’11,9 per cento in sei anni, dal 2009 alla fine del 2015. È questo il primo, importante, risultato raggiunto a Modena grazie all’applicazione delle misure di mitigazione previste dal Piano d’azione per l’energia sostenibile attuato in seguito all’adesione del Comune al Patto dei sindaci (Covenant of mayor), l’accordo europeo per la riduzione delle emissioni.
Il dato è emerso dal monitoraggio realizzato dall’Agenzia per l’energia e lo sviluppo sostenibile, su commissione della stessa Amministrazione modenese, per verificare, appunto, l’efficacia delle azioni per mitigare le emissioni e ridurre il consumo di energia, messe in campo tra il 2010, anno dell’adesione formale al patto dei sindaci, e la fine del 2015. I risultati del monitoraggio, un lavoro complesso che ha richiesto più di un anno di lavoro, sono stati presentati mercoledì 13 dicembre ai consiglieri comunali, nel corso delle commissioni congiunte Seta e Servizi. A presentare i risultati del monitoraggio l’assessore all’Ambiente Giulio Guerzoni che ha sottolineato il valore del risultato raggiunto rispetto all’obiettivo fissato dal Patto che era una riduzione del 20 per cento delle emissioni (prendendo come anno di riferimento il 2009) entro il 2020. “Modena – ha affermato Guerzoni – sta mantenendo i patti europei sulla riduzione della CO2 in atmosfera, anzi il monitoraggio ci dice che al 2020 andremo oltre l’obiettivo del 20 per cento previsto dal Patto dei sindaci. Il dato di quasi il 12 per cento in meno è particolarmente significativo perché raggiunto prima del nuovo appalto per i servizi energetici e di riscaldamento, vinto da Hera, che prevede un obbligo di efficientamento a carico del gestore con 7 milioni di investimenti previsti nei primi due anni per la riqualificazione su edifici pubblici, attivo dal 2017, e del piano MoPensaLed, per la sostituzione delle lampade a sodio con quelle a led che consumano meno. Il monitoraggio, e i risultati raggiunti finora, sono il punto di partenza per il prossimo passo previsto dal nuovo Patto dei sindaci che sposta il termine al 2030 ma prevede una riduzione del 40 per cento delle emissioni. Ed entro i primi mesi del prossimo anno avremo un nuovo piano d’azione, il Paesc, per l’energia sostenibile e il clima”.
Dal 2016, infatti, il Patto dei sindaci, inglobando anche il piano Mayor adapt, per l’adattamento ai cambiamenti climatici, si è trasformato nel Patto dei sindaci per il clima e l’energia con scadenza 2030, con il doppio obiettivo della riduzione delle emissioni di CO2 e dell’adattamento ai cambiamenti climatici.
Nella pratica, il Piano per l’energia sostenibile prevedeva azioni diverse tra le quali ridurre i consumi energetici degli edifici pubblici e per l’illuminazione pubblica, risparmio energetico negli edifici residenziali e aumento dell’efficienza nei servizi energetici e ambientali; infrastrutture per la mobilità sostenibile; la diffusione delle fonti energetiche rinnovabili; l’introduzione della variabile energetica negli strumenti di pianificazione e interventi di forestazione urbana pubblica e privata.
Tra le azioni messe in campo, che hanno permesso di passare dalle 985 mila 518 tonnellate di CO2 prodotte nel 2009 alle 868 mila 613 del 2015, di ridurre del 5 per cento i consumi di energia elettrica e del 20 per cento il consumo di energia dovuto all’illuminazione ci sono stati gli interventi di riqualificazione energetica a partire dagli edifici pubblici particolarmente energivori come gli impianti sportivi, con anche l’installazione di impianti fotovoltaici in dieci polisportive, e le scuole; l’installazione di pannelli fotovoltaici e termici a servizio di circa duecento alloggi di edilizia residenziale pubblica per i quali sono state realizzate anche quattro ristrutturazioni complessive (per un totale di 188 alloggi); la promozione della riqualificazione energetica degli edifici di proprietà privata; la promozione dell’utilizzo dell’auto elettrica, con l’installazione dal 2011 di 11 colonnine pubbliche per la ricarica, e la promozione del car sharing elettrico.

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