Chiunque può immaginare che, qualora un uomo scopra la propria moglie o compagna a letto con un amante , la sua reazione più spontanea ed umana sia quella di urlare arrabbiato contro gli amanti sorpresi in intimità. 

Invece, sorprendentemente, non è andata  così per quanto ha riguardato un giovane marito di Foggia che, rientrato a casa, ha avuto la sfortuna di “trovare a letto” la propria mogliettina ,fresca di matrimonio, con il suo amante , entrambi addormentati però dopo una notte di sesso ed alcol.

Superata la rabbia accecante e l’imbarazzo dell’impatto con l’imprevista visione, la reazione del trentenne foggiano è stata, di contro, fredda e dai risvolti ironici, in quanto il coniuge tradito ha pensato bene di approfittare dello stato di sonno dei due amanti per scattare numerose foto alla coppia occasionale e pure qualche selfie. Tutto pubblicato su Facebook con la didascalia: “ Ecco cosa ti può capitare quando torni a casa all’improvviso senza aver avvertito preventivamente tua moglie del tuo arrivo!”

Dopo la pubblicazione sul web, tanti sono stati i messaggi di solidarietà ricevuti dal protagonista di questa vicenda dai contorni decisamente boccacceschi, e molti anche i complimenti  a lui rivolti dal popolo degli internauti per la maturità e simpatia mostrata in un momento emotivamente complesso.

Ma la vicenda ha avuto anche una sua appendice giudiziaria imprevista, in quanto la moglie fedifraga , messa alla berlina sul web, ha investito della questione un legale di fiducia che ha trascinato in tribunale il marito tradito , chiedendo nei suoi confronti ed ottenendo una condanna al risarcimento dei danni materiali e morali causati dalla pubblicazione senza consenso delle foto che ritraevano ed immortalavano la sua assistita .

Il Tribunale di Foggia ha , infatti, accolto la richiesta risarcitoria della donna fotografata con l’amante  richiamando, all’uopo,  l'articolo 167 del decreto legislativo numero 196/2003 (cd. codice privacy) , che sanziona infatti il reato di illecita diffusione dei dati personali. Tale norma, nel dettaglio, punisce tutti coloro che eseguono un trattamento dei dati personali difforme alle disposizioni dettate in materia al fine di trarre per sé o per altri un profitto o di recare un danno ad altri. 

Sull’argomento e sulla delicata questione interviene anche il noto legale , avv. Eugenio Gargiulo,  il quale evidenzia come l'articolo 167 del codice privacy preveda il danno quale condizione obiettiva di punibilità del reato di trattamento illecito di dati personali tramite internet. A tal fine, come chiarito  anche dalla Corte d'appello di Firenze con la sentenza numero 6575 del 2015, il nocumento "non è soltanto quello derivato alla persona fisica o giuridica cui si riferiscono i dati, ma anche quello causato a soggetti terzi quale conseguenza dell'illecito trattamento".

In ogni caso, affinché il reato possa dirsi consumato è sufficiente che dal fatto derivi nocumento mentre non è necessario che si realizzi l'evento specificamente perseguito dall'autore dell'illecito.

In sintesi – conclude l’avv. Eugenio Gargiulo - oltre che avviare un procedimento penale querelando il responsabile del trattamento illecito, il danneggiato dalla pubblicazione, senza suo preventivo o successivo consenso, può anche agire in via civile per ottenere un provvedimento d'urgenza che disponga la cancellazione immediata della foto ed eventualmente il risarcimento del danno patito. Cosa avvenuta puntualmente nella pruriginosa vicenda sottoposta al vaglio del Tribunale dauno!

Foggia, 7 giugno 2017
avv. Eugenio Gargiulo


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