L'Assessore all'Economia della Regione Lombardia, Massimo Garavaglia asserisce, con forza, che "ci sono forti problemi di carattere politico, dato che non piace la proposta del Governo del 'condono' per quanto riguarda i punti giochi". Si sapeva, in ogni caso, che la Regione Lombardia sarebbe stata la prima in testa a tutte le altre che avrebbe messo il bastone tra le ruote alla proposta del Sottosegretario Baretta che, a quanto appare, sta cercando in tutti i modi di trovare un confronto prodromo di una soluzione sostenibile.

Gli indici azionari sono delle sorte di panieri in cui si considerano le quotazioni di alcuni titoli azionari. In Italia uno dei principali indici azionari è l’FtseMib, ossia l’indice che comprende le prime 40 società quotate in borsa, nato alcuni anni fa dalla fusione tra Borsa Italiana e London Exchange Market. Le società comprese nell’indice FtseMib sono più o meno sempre le stesse, anche se nel complesso si possono notare delle variazioni nella composizione del paniere.

Dopo lo shock che ha scosso l’Europa per via dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea a seguito dell’esito referendario, è il tempo di chiedersi se, questi eventi di per sé negativi, possano trasformarsi in un’opportunità per il nostro Paese. L’occasione, infatti, può essere propizia per attrarre in Italia, in particolare a Milano, investitori inglesi che, a seguito della Brexit, devono trovare altre sedi lavorative.

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Quella tra italiani e shopping online è una relazione che sembra non conoscere discussioni né minacce di separazione, anzi. Cresce e diventa più forte ogni anno di più, raccogliendo intorno a sé un numero sempre maggiore di consensi. A rivelarlo è l’ultima ricerca condotta dall’Osservatorio eCommerce B2c del Politecnico di Milano, secondo la quale negli ultimi 5 anni il numero di acquirenti online è passato da 9 a quasi 19 milioni.

L'Italia sta uscendo da un periodo molto difficoltoso, dovuto alle cause della crisi economica e alle enormi necessità di serrare il portafogli e di azzerare qualsiasi fonte di spesa inutile o accessoria. E non è un caso che, anche per questi motivi, siano stati parecchi gli italiani a cercare una soluzione per investire i propri risparmi potendo contare su un ritorno economico, se non certo, almeno molto probabile.

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Stiamo subendo l’ennesimo raggiro perpetrato dal sempre più depravato mondo finanziario. Come al solito, al fine di renderlo accetto al volgo, viene presentato in lingua inglese. Questo espediente è di strategica importanza quando ci si rivolge a un coacervo androide alieno ormai al concetto di idioma e quindi di identità e di sovranità nazionale. Il riferimento è al cosiddetto “bail in”: vale a dire a quel flagrante imbroglio grazie al quale, con decorrenza dal 1 gennaio 2016, gli istituti bancari in difficoltà economica potranno riequilibrare i rispettivi bilanci attraverso prelievi coatti consumati a danno dei loro clienti.

bancomat Assume toni sempre più preoccupanti la guerra dichiarata dagli ambienti finanziari all’uso del denaro contante. Ciò ricorre dal momento che, proponendo la subdola esca della moneta elettronica, le banche da una parte introitino lauti profitti e dall’altra dispongano di un formidabile strumento finalizzato al dettagliato controllo della vita privata delle persone.

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