Importante sentenza del Consiglio di Stato in materia di giustizia “sportiva” : niente Daspo per chi consente a una o più persone di entrare allo stadio senza pagare il biglietto. La questione sottoposta ai supremi giudici amministrativi riguardava una vicenda piuttosto singolare , concernente il gestore di un bar ubicato all'interno di uno stadio. In occasione di una partita di calcio, il suddetto esercente aveva favorito l'ingresso di due tifosi nell'impianto sportivo, spacciandoli per suoi dipendenti.

I tifosi non avevano, così, pagato il biglietto di ingresso e, dopo essere stati scoperti dalle autorità preposte alla vigilanza nello stadio, erano stati sanzionati dal Questore , competente territorialmente, con il provvedimento del Daspo. In aggiunta, con il medesimo provvedimento era stato sanzionato anche il barista che aveva favorito l’ingresso abusivo dei due tifosi “portoghesi”.

Ma il Consiglio di Stato , contro cui avevano proposto ricorso i tre “diffidati” , ha ribaltato la situazione annullando il Daspo irrogato , affermando il principio di diritto che il Daspo punisce una differente tipologia di violazioni e non può, quindi, essere applicato al caso descritto. (in tal senso vedasi Cons. Stato, sent. n. 2572 del 22.05.2015).

Il Daspo – spiega il noto legale foggiano, avv. Eugenio Gargiulo - è un provvedimento con cui viene vietato al tifoso l'accesso agli stadi, eventualmente con l'obbligo di firma in caserma, in giorni e orari precisi. In genere, viene inflitto a coloro che hanno partecipato a episodi di violenza, in occasione di manifestazioni sportive (L. n. 401/89 ).

I casi in cui viene applicato sono stati più recentemente estesi anche al lancio di materiale pericoloso, scavalcamento delle recinzioni e invasione di campo in occasione di manifestazioni sportive (Art. 6 bis, l. n. 401/89).

Pertanto – evidenzia l’avv. Eugenio Gargiulo - in questa casistica, non rientra chi pacificamente entri nell'impianto o si sposti da un settore all'altro degli spazi riservati al pubblico, approfittando di un varco occasionalmente lasciato aperto da altri.

Secondo il Consiglio di Stato, il Questore, nel caso di specie, ha operato una duplice forzatura nell'applicazione del Daspo: in primis, assimilando allo “scavalcamento” o “superamento di una recinzione o separazione” il fatto di chi si introduca nell'impianto sportivo - in modo palese e pacifico, anche se comunque illecito - attraverso l'ingresso riservato al personale di servizio, fingendosi dipendente della struttura; in secondo luogo, in quanto ha ulteriormente esteso la sanzione a chi, trovandosi legittimamente all'interno dello stadio, ha favorito l'ingresso abusivo di terze persone.

Il Daspo – conclude l’avv. Eugenio Gargiulo - ha lo scopo di punire i violenti, i facinorosi, coloro che creano disordini e turbative. Tutto ciò, nel caso di specie, non era accaduto. Ragion per cui tale sanzione, secondo il Consiglio di Stato, è inapplicabile e va, pertanto, annullata!

Foggia, 4 maggio 2017
avv. Eugenio Gargiulo

 

 


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