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Pillole Giuridiche

A cura della dott.ssa Rosa Aimoni

Pillole Giuridiche è una rubrica dedicata a tutti coloro che vogliono essere informati sulle novità normative.
Non saranno riportate disquisizioni dottrinali o giuridiche, ma in maniera semplice ed essenziale saranno spiegate le norme di interesse generale e le sentenze.

Il motociclista o il ciclista, caduto dalla sella, perché attaccato da un branco di cani randagi, ha diritto ad essere risarcito dall’Asl, in quanto soggetto a cui la legge ha affidato le funzioni di cattura, ricovero nei canili municipali, sterilizzazione e reimmissione dei cani vaganti sul territorio comunale.

Lo ha recentemente precisato il Giudice di Pace di Napoli, in una sentenza appena pubblicata. (in tal senso G.d.P. Napoli, sez. Pozzuoli, sent. n. 41331/15 del 27.11.2015)

In effetti, la Legge-quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo (art. 2 L. 281/91) , nell’individuare gli strumenti rivolti ad arginare il fenomeno del randagismo, distribuisce le competenze tra i Comuni ed i Servizi veterinari delle ASL.

Nello specifico, ai Comuni è affidata la costruzione, sistemazione e gestione dei canili e rifugi per cani, alle Aziende Sanitarie Locali, invece, incombono le attività di profilassi e controllo igienico-sanitario e di polizia veterinaria.

In ultimo, alle Regioni, spetta il compito di disciplinare, con legge propria, le misure di attuazione delle funzioni attribuite ai Comuni ed alle ASL e, in attuazione di tale delega, le Regioni hanno adottato proprie leggi in materia, nelle quali – tendenzialmente – affidano le più ampie competenze di controllo e recupero dei cani randagi ai servizi veterinari delle ASL.

Dal combinato disposto delle sopra menzionate leggi, si evince come rientri nei doveri dell’Azienda Sanitaria Locale la vigilanza ed il controllo del fenomeno del randagismo. Con conseguente addebito di responsabilità per i danni cagionati dai cani: si pensi ai numerosi casi di morsi o agli attacchi di branchi nei confronti di ciclisti, pedoni, motociclisti.

Nel caso in cui il danno fisico non possa essere provato nel suo esatto ammontare, per via di scarsa certificazione medica depositata, e delle lievi lesioni evidenziate, il giudice può sempre liquidare l’indennizzo in via equitativa, ossia secondo quanto a questi appare conforme a giustizia (nel caso di specie, 700 euro più spese processuali).

In genere, la cd. “liquidazione equitativa” è informata a criteri di prudente apprezzamento e, in quanto consegue all’impossibilità o quanto meno alla notevole difficoltà di una precisa quantificazione sulla base di elementi di sicura efficacia, mal si presta ad un’indicazione analitica di singole componenti del risarcimento, potendo essere espressa in una cifra che comprenda l’intero ammontare del risarcimento, con svalutazione e interessi ( vedasi Cass. sent. n. 2996/84)!

Foggia, 1 dicembre 2015

avv. Eugenio Gargiulo

Quali strumenti giuridici fornisce il legislatore al cittadino nel caso in cui , in un condominio, il proprio vicino di casa, che ha il terrazzo accanto, sia solito fumare le sigarette fuori dal balcone e la puzza inonda così puntualmente l’appartamento contiguo, costringendo il proprietario a chiudere le finestre?

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