Pillole Giuridiche

A cura della dott.ssa Rosa Aimoni

Pillole Giuridiche è una rubrica dedicata a tutti coloro che vogliono essere informati sulle novità normative.
Non saranno riportate disquisizioni dottrinali o giuridiche, ma in maniera semplice ed essenziale saranno spiegate le norme di interesse generale e le sentenze.

Importante recente sentenza di Tribunale: il Comune, proprietario della strada pubblica, non è tenuto a risarcire l’utente che, inciampando su un marciapiede irregolare, cade e subisce delle lesioni, se l’evento si verifica in pieno giorno e la visibilità non è compromessa dalla presenza di veicoli parcheggiati nelle vicinanze dell’ostacolo.

Importante precisazione della Suprema Corte: un professionista è legittimato ad offrire i propri servigi senza farsi pagare, soprattutto se a fruire delle prestazioni professionali sono parenti e amici; e il fisco, in tal caso, non può certo inventare redditi o compensi che non esistono.

letto disfatto
!Integra gli estremi del reato di “diffamazione aggravata”, l’offendere la ex partner sentimentale, dandole della “ninfomane” su Facebook, in quanto i social network (così come del resto forum, siti web e blog) sono da considerarsi “mezzi di pubblicità” che permettono la diffusione di testi, immagini e video ad una serie indeterminata di persone!

Nel caso in cui il marito tradisce la moglie, ciò non comporta automaticamente che non possa essere un buon padre! Difatti,una cosa è l’infedeltà verso il coniuge, che può rilevare ai fini dell’eventuale domanda di addebito della separazione o del risarcimento del danno, un’altra è il diritto alla genitorialità.

Gli agenti di polizia stradale o municipale non possono comminare alcuna multa per guida con il cellulare in mano se la telefonata effettuata o ricevuta dall’automobilista è davvero urgente: in tale caso scatta lo stato di necessità che costituisce una giustificazione all’uso del telefonino e, quindi, impedisce la contravvenzione per violazione del codice della strada!

Il papà separato, che pedina il figlio, anche se minorenne, cercando di avere contatti con lui, che gli telefona di continuo, che prova ad avvicinarlo nei luoghi da lui normalmente frequentati (come la scuola), e tutto ciò nonostante il divieto espresso del Tribunale, che l’abbia interdetto dall’avere rapporti con questi, commette il reato stalking.

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