Pillole Giuridiche

A cura della dott.ssa Rosa Aimoni

Pillole Giuridiche è una rubrica dedicata a tutti coloro che vogliono essere informati sulle novità normative.
Non saranno riportate disquisizioni dottrinali o giuridiche, ma in maniera semplice ed essenziale saranno spiegate le norme di interesse generale e le sentenze.

La Suprema Corte di Cassazione, con una sua recentissima sentenza, ha chiarito che ,chi sia vittima di una caduta accidentale su una strada disconnessa, un buca sull’asfalto o un tombino in condizioni precarie, oltre a pretendere il risarcimento del danno in via civilistica, può anche denunciare il dirigente del Comune addetto alla manutenzione delle strade, sempre che sia certo, ovviamente, di non essere egli stesso responsabile della propria lesione , a causa della propria condotta imprudente e distratta.

Il matrimonio canonico può acquistare piena efficacia giuridica anche di fronte allo Stato, tramite la sua trascrizione nei registri dello stato civile, ai sensi delle speciali disposizioni contenute nell’Accordo tra lo Stato italiano e la Chiesa cattolica, stipulato in Roma il 18 febbraio 1984 (ratificato dal Parlamento italiano con la Legge n. 121 del 25 marzo 1985), a modifica delle loro precedenti bilaterali intese in materia matrimoniale di cui al Concordato Lateranense, stipulato sempre in Roma nel 1929: di qui, appunto, la denominazione di «matrimonio concordatario».

Con la recentissima sentenza n. 47/2015, il Giudice di Pace di Frosinone ha stabilito che se il treno viene cancellato, Trenitalia dovrà rimborsare al passeggero non solo il biglietto ma anche i costi eventualmente sostenuti per raggiungere la meta con altro mezzo di trasporto.

Il magistrato laziale, infatti, ha ritenuto fondata la richiesta di alcuni passeggeri del treno, la cui corsa era stata annullata da Trenitalia a causa di uno sciopero del personale, di vedersi rimborsati non solo il biglietto ferroviario ma anche i costi sostenuti per effettuare il viaggio con la loro autovettura onde non perdere un ulteriore treno che avrebbero dovuto prendere in coincidenza con quello soppresso.

Trenitalia, pertanto, è stata chiamata ad esborsare somme pari al costo del parcheggio dell’autovettura, del carburante e del pedaggio autostradale.

Nulle sono state ritenute le clausole in base alle quali la predetta società, in caso di ritardi o interruzioni del servizio, sarebbe tenuta solo al rimborso totale o parziale del biglietto.

Esse, infatti, secondo il giudice di pace sono palesemente vessatorie per il passeggero, il quale, peraltro, al momento in cui conclude il contratto di trasporto non è posto in condizione di prenderne concretamente visione.

Ad esse, pertanto, si applica l’articolo 36 del Codice del Consumo (d.lgs. n. 206/2005), nella parte in cui sancisce la nullità delle clausole delle quali il consumatore non ha avuto conoscenza prima della conclusione del contratto.

Trenitalia, dunque, è soggetta alla generale disciplina privatistica ed è tenuta ad indennizzare tutte le conseguenze patite dal passeggero a seguito del suo inadempimento!

Foggia, 28 luglio 2015

avv. Eugenio Gargiulo



La Suprema Corte di Cassazione, con la recentissima sentenza n. 15763 del 27 luglio 2015, ha accolto il ricorso presentato da una donna che lamentava la mancata considerazione del Tribunale in ordine alle prove portate per valutare la mancanza di autorizzazione a pubblicare sul web foto, recanti danno alla sua onorabilità, che la ritraevano mentre partecipava ad una festa di inaugurazione di un locale.

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