Pillole Giuridiche

A cura della dott.ssa Rosa Aimoni

Pillole Giuridiche è una rubrica dedicata a tutti coloro che vogliono essere informati sulle novità normative.
Non saranno riportate disquisizioni dottrinali o giuridiche, ma in maniera semplice ed essenziale saranno spiegate le norme di interesse generale e le sentenze.

Colui che venga sorpreso a fare il “saluto romano”, durante l’esecuzione dell’inno nazionale, può essere processato per il reato di “apologia di fascismo”: il comportamento, infatti, è inequivoco e non c’è modo di scriminarlo se l’intento non è chiaramente scherzoso, ma manifesta un indirizzo politico.

Dalla Cassazione arriva una misura severa nei confronti degli ultrà violenti: il tifoso che, nel corso della contestazione alla squadra o verso l’arbitro, si faccia “prendere la mano” e lanci una bottiglietta d’acqua verso il campo di calcio, è responsabile del reato di “lancio di materiale pericoloso”. Lo ha recentemente affermato proprio la Corte Suprema di Cassazione in una sua innovativa sentenza . (Cass. sent. n. 17100/16 del 26.04.2016)

Il lavoratore subordinato non può screditare e insultare il superiore gerarchico dell’azienda in cui lavora agli occhi degli altri dipendenti o rispondergli in modo offensivo: si tratta di insubordinazione che consente il licenziamento in tronco ( definito tecnicamente “per giusta causa”), che non richiede quindi neanche il preavviso.

La legge vieta di aprire la corrispondenza immessa nella cassetta delle lettere anche se del proprio coniuge: il marito o la moglie non possono,pertanto, aprire le buste o i pacchi indirizzati ad altro soggetto anche se dello stesso nucleo familiare; in caso contrario si rischia la condanna per la “violazione della corrispondenza” e una multa penale di 60 euro, oltre al risarcimento dei danni morali. Tale concetto, a maggior ragione, vale per i coniugi separati che, tuttavia, abbiano ancora la residenza presso lo stesso indirizzo. Ed è inutile giustificarsi con una svista o con la semplice gelosia!

rubare al supermercato
Rubare per necessità non è più reato . Una provocazione in questi tempi di profonda crisi economica ? Tutt’altro. A stabilire tale principio è niente poco di meno che la Suprema Corte di Cassazione, la quale, con una recentissima sentenza,appena pubblicata, ha di fatto “depenalizzato” il furto di alimenti di modico valore. ( in tal senso Cass. pen,V sez., 18248/2016)

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