Se la moglie tradisce il marito senza che il rapporto coniugale sia in palese crisi, è lei tenuta a  versare  l’assegno di mantenimento all’ex coniuge !Condannata a pagare all’ex marito tradito un assegno di circa 300 euro al mese, la moglie infedele che non è in grado di dimostrare che il tradimento è arrivato quando il rapporto con il coniuge era già in crisi.

Così il Tribunale di Foggia, sulla scia di una recente sentenza sull’argomento da parte della  Suprema Corte  ( così Cassazione, 10823/16)  ha  sancito l’obbligo di  mantenimento a carico della donna alla quale ha addossato anche l’onere della prova su un’infedeltà dovuta a un menage già compromesso.

Ad incastrare la signora benestante era stato un investigatore privato, che aveva catturato nei suoi scatti i “momenti proibiti” di una sua relazione extraconiugale .

Alla ricorrente è stata ,dunque , addebitata dal Tribunale di Foggia , la fine del matrimonio, che ha  comportato, tra l’altro,  anche il dovere di mantenere da sola il figlio minore, vista la sproporzione dei redditi della benestante signora con il marito tradito.

Al termine del giudizio di separazione ,la donna ha  però ottenuto l’assegnazione della casa coniugale e l’affido condiviso del figlio minorenne, collocato presso la madre ma con ampia facoltà per il padre di fargli visita.

Un verdetto certo penalizzante, soprattutto dal punto di vista economico, che la signora certamente non si aspettava visto che aveva preso lei l’iniziativa di andare dal giudice con una serie di richieste: separazione, assegnazione della casa, e almeno 600 euro al mese per il mantenimento del figlio minore.

Le cose però hanno preso un altro verso!  Il Tribunale dauno precisa , nella recentissima sentenza, che addossare al marito, come chiedeva la “fedifraga”, l’onere di dimostrare che con la moglie era già tutto finito, voleva dire imporgli una prova diabolica.

In conclusione – interviene l’avv. Eugenio Gargiulo -  i magistrati pugliesi hanno evidenziato che l’infedeltà viola uno dei doveri imposti dalla legge e carico dei coniugi ed è tale da minare alla base l’«affectio familiae». E l’autore della violazione deve dimostrare la presenza o l’eventuale mancanza del nesso eziologico “infedeltà-crisi coniugale”, al fine di escludere una sua responsabilità esclusiva in sede di separazione giudiziale!

Foggia, 5 luglio 2017                                    

avv. Eugenio Gargiulo


Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. 
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai su info