Politica

La politica. Secondo un vecchio proverbio è l'arte del possibile. A significare che il potere che attiene a chi la esercita consente qualsiasi soluzione. Secondo Giovanni Sartori, personaggio fra i principali autori nel campo della Teoria della Democrazia, la politica è la sfera delle decisioni collettive sovrane. Ed è così che a noi piace considerarla


Solenne firma domenica a mezzogiorno in punto a Varsavia alla presenza delle massime cariche istituzionali dell’Unione europea come il presidente della Commissione Joao Barroso, quello del Consiglio lo svedese Fredrik Reinfeldt ( la Svezia detiene la presidenza di turno dell’Unione) e quello dell’Europarlamento, il neoeletto polacco Jerzy Buzek:

 Dopo il sì irlandese al referendum sul Trattato di Lisbona, l'ufficio di presidenza del Parlamento Europeo, nello scenario simbolico della casa di Jean Monnet vicino Versailles, ha espresso compiacimento per la scelta largamente maggioritaria del popolo irlandese e ha ammonito il Presidente della Repubblica Ceca a non frapporre ostacoli surrettizi al definitivo via libera del Trattato.


La Commissione europea uscente, ma tutto fa presagire che anche la nuova non si discosterà poi molto da quanto hanno statuito i suoi predecessori, su proposta del Commissario all’allargamento, il finlandese Olli Rehn, ha avanzato i suoi propositi in ordine al futuro allargamento della Confederazione di 27 stati ed ha lasciato al prossimo Consiglio europeo il compito di pronunciarsi definitivamente.

Sorprende l’articolo di Aldo Giannuli, pubblicato sull’Unità (Per il premier la «scomunica» della politica americana), non di certo per quanto scritto dal professore barese, che è persona intelligente e lo dimostra con le sue ipotesi , ma proprio per il fatto che il suo pezzo sia finito su un quotidiano fondante la propria sovrastruttura ideologica sull’antiberlusconismo “senza sé e senza ma”, non avendo peraltro mai dimostrato, da almeno 15 anni a questa parte, di possedere altri elementi finalizzati a sviluppare un ragionamento politico sulla situazione italiana che non fosse intriso aprioristicamente di odio antiberlusconiano.


L’intesa energetica italiana coi partner russi si allarga ad altri accordi e ad altre imprese. Apprendiamo dalla Stampa di Torino che Transneft e Rosneft entreranno in una joint venture con Eni e la compagnia turca Calik per la realizzazione del dotto Trans Anatolico che trasporterà il petrolio russo dal Mar Nero al Mediterraneo.


Negli ultimi giorni due editoriali assai netti di Salusti e Feltri, più alcuni articoli ne Il Giornale (mentre altri nello stesso giornale e molti in Libero sono assai ambigui), hanno fatto risaltare come lo schieramento detto di centro-destra sia attraversato dallo scontro sempre più acuto tra forze differenziate e contrastanti.

L’articolo scritto a quattro mani dai due ministri degli esteri russo e italiano, apparso sulla Stampa di oggi, esprime, sebbene nel tipico linguaggio diplomatico, quel grande mutamento di rotta nella politica estera dei loro rispettivi paesi (già manifestatosi con una serie di accordi nei settori strategici legati al comparto energetico e alle grandi direttrici di transito dei gasdotti) che è orientato a porre le premesse per una svolta storica negli equilibri internazionali del Vecchio Continente

Gli elettori del centrodestra sono sconcertati del sostegno che il governo italiano, Berlusconi in testa, si adoperi tanto per ottenere la nomina ad Alto rappresentante dell’Ue per la politica estera e vicepresidente della Commissione per Massimo D’Alema.

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