cefalea

Cefalee

 Per cefalea si intende un dolore, di qualsiasi genesi, localizzato al capo; nell’uso comune, tuttavia, questo termine non include i dolori di tipo nevralgico.

La cefalea, come altri tipi di dolore, è un sintomo che riconosce varie cause ma a differenza del dolore al di fuori del capo, che è solitamente il segnale di un danno, in atto o potenziale, la cefalea, nella grande maggioranza dei casi, è un disturbo «primitivo», non espressione di possibili rischi per l’individuo. Si tratta di un sintomo così frequente che una cefalea occasionale, insorta per circostanze particolari fisiche o psicologiche, viene considerata alla stregua di una reazione fisiologica a determinate sollecitazioni. In una certa percentuale di casi, tuttavia, la cefalea si manifesta con frequenza relativamente elevata, incidendo in modo importante sulla vita dell’individuo. Nonostante gli studi epidemiologici non siano perfettamente concordi, per differenze metodologiche, si può ritenere che la prevalenza annuale di cefalea non occasionale si aggiri, in Europa, attorno al 50 % della popolazione. Questo dato permette di comprendere come la cefalea rappresenti non solo un fastidioso disturbo per il singolo individuo, ma anche una patologia rilevante per l’intera società, con spese ingenti per la diagnosi e la terapia e con gravi danni economici per le ore di lavoro perdute.

 

Classificazione

Con l'obiettivo di raggiungere un approfondita conoscenza delle cefalee è necessario avere un'adeguata classificazione delle tipologie esistenti.

Attualmente le conoscenze che possediamo sull’eziopatogenesi sono molto limitate e composte da ipotesi e conseguentemente non possiamo fare una sicura correlazione tra sintomi e le loro cause. Da questo è logico ricorrere a una classificazione che si basi sui sintomi piuttosto che su criteri eziopatogenetici.

 Esistono diversi metodi per la classificazione delle cefalee tra i quali il più conosciuto e utilizzato è la "Classificazione Internazionale delle Cefalee" (ICHD), redatta dalla International Headache Society e approvato dall'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). Questo metodo effettua una differenziazione delle cefalee primarie basata sui sintomi e una suddivisione delle forme secondarie basata sulla loro eziologia.

Grazie a questa metodologia di classificazione viene agevolato il compito dei medici nel riconoscimento dei vari tipi di mal di testa e conseguentemente effettuare una corretta diagnosi e somministrare terapie mirate alla risoluzione della cefalea.

 Le fondamentali suddivisioni delle cefalee ne prevedono il raggruppamento in tre categorie:

  • Cefalee primarie;
  • Cefalee secondarie;
  • Nevralgie craniche e dolori facciali centrali o primari e altre cefalee.

 

 Cefalea primaria

 Le cefalee primarie non sono sempre scatenate da cause specifiche, immediatamente identificabili; nella maggior parte dei casi, sono legate a scorrette abitudini di vita, a reazioni ormonali o a fattori ambientali.

Queste cefalee rappresentano la tipologià più frequente e possono essere suddivise in tre categorie principali:

  • Cefalea tensiva
  • Emicrania
  • Cefalea a grappolo

La cefalea tensiva è la forma meno dolorosa e più comune; è causata dall'involontaria e continua contrazione dei muscoli della nuca, delle tempie, della fronte, delle spalle e del collo. La durata può variare tra mezzora a una settimana.

Spesso esiste una correlazione tra la cefalea tensiva e fattori di stress, postura scorretta, ansia e depressione; statisticamente la frequenza è maggiore nelle donne che negli uomini.

Il dolore ha può avere una caratteristica bilaterale ed essere localizzato nella parte posteriore del capo, oppure essere diffuso a tutto il capo, è di tipo persistente ma solitamente la sua intensità è lieve e media e non condiziona la quotidianità del paziente. Muoversi può aiutare a alleviarene i sintomi.

 

Emicrania: i soggetti colpiti sono in prevalenza le donne e può presentarsi anche in età infantile, è seconda in termini di frequenza.

E' caratterizzata da un'intensità di dolore moderata/grave e pulsante che si sviluppa lentamente su un lato della testa e va a interessare la zona sopra l'occhio e la tempia. Solitamente il movimento intensifica il dolore, limitando così le attività del soggetto e può anche diffondersi a entrambi i lati.

La frequenza dell'emicrania è variabile ma tende a ripresentarsi e la durata degli attacchi può variare dalle 3-4 ore fino a tre giorni.

Le cause esatte sono ancora sconosciute, ma la teoria principale attesta l'origine neurovascolare del disturbo.

L'emicrania si associa a sintomi come: nausea, vomito, sensibilità alla luce, sensibilità al suono e sensibilità agli odori. Per questo motivo, molte persone con l'emicrania preferiscono riposare in una stanza buia e silenziosa.

L'emicrania può manifestarsi con o senza aura.

 

Cefalea a grappolo: E' il tipo di cefalea meno comune ma anche il più grave.

La cefalea a grappolo è una delle cefalee più dolorose. Il suo nome deriva dal fatto che gli attacchi si ripetono ciclicamente, seguendo sempre lo stesso schema a “grappolo”.

Tali gruppi di attacchi hanno una durata che può variare da alcune settimane ad alcuni mesi, intervallati di solito da periodi di remissione, in cui gli attacchi cessano completamente per mesi, talvolta anche anni.

La cefalea a grappolo aumenta di frequenza per gli uomini, nei fumatori e per gli adulti con un'età superiore ai vent'anni.

Sono ancora da definire le cause del disturbo ma probabilmente sono imputare ad alcune specifiche alterazioni ormonali e nervose.

 Le forme di cefalea primaria possono a loro volta essere distinte in:

  • Episodiche: è la classificazione per le forme occasionali (con una frequenza minore di 15 volte al mese)
  • Croniche: quando si presentano con un elevata frequenza durante un periodo di almeno sei mesi e reagiscono poco alle terapie. Tra le forme viste, l'emicrania è quella che tende più spesso a cronicizzarsi.

 

Cefalea secondaria

 Le cefalee secondarie si differenziano dalle cefalee primarie perché sono causate da un ampio spettro di patologie. Il mal di testa in questo caso indica che è presente un disturbo sottostante.

In alcuni casi le cefalee secondarie possono anche dipendere da patologie molto gravi e con possibile rischio per la vita di chi ne soffre, per questo motivo è importante che non vengano trascurate, soprattutto se insorgono in presenza di altri sintomi. I campanelli di allarme che devono fare sospettare una cefalea secondaria sono basati sulle caratteristiche della cefalea, sulle caratteristiche demografiche dei pazienti e sui sintomi  associati al dolore.

 

In alcuni casi risulta difficile distinguere tra una cefalea primaria e una secondaria.

 

Nevralgie craniche

Quando sono causate da un''infiammazione dei nervi cranici e/o cervicali, le cefalee sono inficate come nevralgie craniche. Ad esempio, la nevralgia del trigemino rappresenta una sintomatologia che interessa la terminazione nervosa localizzata nel volto, nella parte anteriore del cranio e nella cavità orale, e deputata alla trasmissione di stimoli motori e sensitivi al cervello e viceversa. Anche diverse forme di dolore facciale e una varietà di altre cause di cefalea sono incluse in questa categoria