Verificare, anche con la Conferenza territoriale sociale e sanitaria, lo stato di attuazione della legge nazionale e del successivo accordo Stato-regioni per l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore. È la prima richiesta contenuta nell’ordine del giorno presentato da Pd e Art.1-Mdp e approvato all’unanimità dal Consiglio comunale di Modena nella seduta di lunedì 26 giugno.

Il documento, presentato in aula da Chiara Susanna Pacchioni, invita inoltre l’Amministrazione comunale a “monitorare lo sviluppo e il funzionamento complessivo della rete di cure palliative nelle strutture sanitarie, sia ospedaliere che territoriali con particolare riferimento agli hospice, nell’ambito delle quali i singoli nodi devono interagire per assicurare il diritto dei pazienti ad accedere a quegli atti medici che possono garantire un dignitoso accompagnamento, senza inutili sofferenze, nella fase terminale della malattia”, e a valorizzare e potenziare l’integrazione tra i diversi soggetti istituzionali e del volontariato.

Con un emendamento proposto da Fabio Poggi (Pd) e approvato all’unanimità, il documento invita infine la Giunta “a sostenere, nei limiti delle proprie competenze, il progetto Fine vita della Geriatria del Nocsae istituito nel 2014 e dotato nell’ottobre 2016 di un piccolo reparto di degenza per garantire luoghi e tempi adeguati alle cure palliative a bassa intensità, ma comunque tali da richiedere personale specializzato, affinché non siano vanificati i risultati positivi, per quanto preliminari, di questa esperienza molto apprezzata dai malati e dai loro familiari”.

Come ha sottolineato nella presentazione la consigliera Pacchioni, “le cure palliative sono una questione urgente e di grande importanza sociale che riguarda il sollievo dalla sofferenza dei malati gravi. Non riguardano solo i trattamenti di fine vita ma sono vere e proprie cure che trattano sintomi che generano dolore e quindi considerabili come malattia in sé non accelerando né ritardando la morte, considerata come un evento naturale, ma provvedendo appunto al sollievo dal dolore integrando gli aspetti psicologici, sociali e spirituali dell’assistenza”.

Come ricordato nell’ordine del giorno, anche l’Oms definisce le cure palliative un approccio che migliora la qualità della vita dei malati e delle loro famiglie e queste sono previste nei livelli essenziali di assistenza. L’accesso e l’organizzazione delle cure palliative sono inoltre regolamentati dalla legge nazionale 38 del 2010, dalle Linee guida emanate dalla Conferenza Stato-Regioni e dal programma attuativo della Regione Emilia Romagna che risale al 2000.

L’ultima relazione, risalente al 2015, sullo stato di attuazione della legge 38 del 2010 però, si sottolinea nell’ordine del giorno, evidenzia come a tutt’oggi il diritto ad accedere alle cure palliative e alla terapia del dolore sia ancora ben lontano dall’essere garantito a tutti coloro che ne abbiano necessità.


Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. 
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai su info