Abbigliamento da lavoro: non è tutto della stessa stoffa

Sono molte le professioni che necessitano di un particolare abbigliamento da lavoro per essere svolte. Non stiamo parlando di abiti che svolgono particolari funzioni correlate alla comodità durante la giornata professionale o all’aspetto di chi li indossa, ma di un tipo di abbigliamento richiesto dalla legge.

Mentre si svolgono particolari professioni infatti è obbligatorio indossare uno specifico abbigliamento da lavoro.

Che tipo di abbigliamento

Molti di noi utilizzano specifici abiti per svolgere il proprio lavoro, o sono entrati in contatto con soggetti che lo fanno. Si pensi ad esempio ad una normale corsia ospedaliera, dove ogni addetto indossa appositi abiti, che servono sia per svolgere efficacemente i propri compiti, sia per proteggersi mentre li si svolge, sia per riconoscersi tra colleghi. Per ogni singola professione esistono appositi elenchi degli abiti da indossare, che si distinguono poi tra l’abbigliamento puro e semplice e i cosiddetti DPI, Dispositivi di Protezione Individuali. Si tratta di abiti e accessori che consentono di proteggere il proprio corpo nello svolgimento di alcuni compiti, come ad esempio le maschere per chi effettua saldature, i guanti per buona parte degli operatori in molti ambiti o le cosiddette tute da lavoro. Stiamo quindi parlando di un certo tipo di abbigliamento che deve assolvere a diverse funzioni. Da un lato questo tipo di vestiti devono poter essere indossati a lungo, senza dare fastidio; inoltre in molti casi devono avere rinforzi o protezioni particolari. In ambito sanitario quelle che sembrano delle semplici divise sono invece abiti volti a proteggere l’operatore dalle contaminazioni, come avviene anche per guanti, occhiali o materiale usa e getta di vario tipo. Allo stesso modo avviene nelle attività di produzione e vendita di prodotti alimentari, nei quali il singolo operatore non deve contaminare gli alimenti che maneggia.

Chi decide

Nonostante molti pensino che spetti al singolo lavoratore decidere se è opportuno o meno indossare un particolare abbigliamento mentre svolge i suoi compiti quotidiani, in realtà la legge prevede un atteggiamento completamente diverso. Il lavoratore ha l’obbligo di seguire alla lettera le norme vigenti e le precise disposizioni aziendali per quanto riguarda l’utilizzo dei DPI corretti in ogni situazione. Tale abbigliamento tecnico deve essere fornito direttamente dal datore di lavoro, ma è il dipendente a doversene prendere cura. Il datore di lavoro, oltre ad avere l’obbligo suddetto di rendere disponibile al proprio dipendente i DPI necessari allo svolgimento della sua giornata lavorativa, dovrà anche occuparsi di valutare in modo accurato quale sia l’abbigliamento corretto da indossare. I criteri per la decisione riguardano i rischi a cui ci si espone durante una normale giornata lavorativa, la frequenza di tale esposizione e la tipologia di esposizione a seconda del ruolo del singolo lavoratore. Per rendere operative tale decisioni può essere necessario per il datore di lavoro organizzare veri e propri corsi che rendano note le caratteristiche dell’abbigliamento da lavoro da utilizzare e le modalità per farlo in modo corretto. Se i DPI disponibili in un’azienda non sono scelti o prodotti in modo corretto la responsabilità è del datore di lavoro stesso.

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