Decreto Dignità: la filiera del gioco ad alto rischio

Prosegue senza interruzioni il dibattito sul gioco d’azzardo e la sua crescita esponenziale.

Con la introduzione del Decreto Dignità, approvato dal Consiglio dei ministri una settimana fa con lo scopo di combattere il lavoro precario, le istituzioni sperano in una regolamentazione maggiormente elevata di quello che, al netto di smentite, è un problema sociale importante e cioè quello legato alla ludopatia.

Il Decreto Dignità si promette anche di regolamentare la pubblicità vietando la sottoscrizione di nuovi contratti a certi tipi di gioco d’azzardo, attraverso una legge più restrittiva rispetto a quelle approvate nel 2012 (Decreto Balduzzi) e alla Legge di Stabilità 2016.

Con il decreto legge numero 158 del 2012, poi convertito in legge n.189, il cosiddetto Decreto Legge Balduzzi (articolo 7), si è introdotto il divieto di messaggi pubblicitari di giochi con vincite in denaro su internet riviste, trasmissioni televisive, giornali, radio, rappresentazioni al cinema o al teatro.

La pubblicità, tramite il decreto, è tenuta a riportare in modo chiaro e leggibile i rischi derivanti dalla pratica di gioco. Chiunque trasgredisca le norme è soggetto ad una sanzione amministrativa da 100000 euro fino ad arrivare a 500000 euro. In maniera specifica i divieti si sono settorializzati, partendo dai giochi alle slot machine per finire ai siti internet.

Nell’ambito dei servizi internet più di 396.000 siti web di genere vario sono stati monitorati e controllati per motivi disparati. Nei controlli sono entrati anche tutti quegli spazi virtuali relativi a casinò online e alle piattaforme di betting (scommesse sportive). I dati sono in questo caso confortanti: solo quindici illeciti registrati, pari a circa lo 0,02% del caso, sono stati rilevati. Una sola persona è stata denunciata.

Nonostante sia un ambiente ad alto rischio, l’industria del gioco in Italia è tra le prime per quel che riguarda l’occupazione. Nel settore sono circa 100.000 gli occupati: un ampio venti percento lavora nella filiera diretta, cioè negli erogatori di servizi e prodotti; il restante ottanta percento, cioè la maggior parte, è occupata nella filiera indiretta ovvero tutti quei punti vendita come tabaccherie, bar, edicole, autogrill, uffici vari. Il settore dei Giochi impiega, macina soldi, vende e rivende.

Il Decreto Dignità andrà a colpire tutte le categorie di quanti, tra venditori e fruitori, sono impiegati in questa enorme macchina capace di produrre miliardi anno dopo anno crescendo in maniera esponenziale e senza interruzione. La filiera si sta muovendo a livello europeo per cercare di tutelare dipendenti e consumatori dagli effetti negativi che il Decreto Dignità produrrà al settore dei Giochi.

A tal proposito, Niklas Lindahl, Managing Director Italy di LeoVegas Mobile Casino, ha ufficializzato la presentazione di un reclamo alla Commissione Europea contro il Decreto Dignità. “Come LeoVegas - racconta Lindahl - riconosciamo il problema della ludopatia, vogliamo combatterlo, vogliamo creare con il Governo un piano efficace, mentre le misure contro il gioco nel Decreto Dignità avranno l’effetto contrario, si riporterà il mercato all’illegalità e si manderanno a casa 100 mila persone che operano nel settore. Viola la legislazione dell’Unione Europea. In particolar modo è stato adottato in violazione dell’obbligo di notifica, ma viola anche gli articoli 54 e 56 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE) relativamente alla libera circolazione di beni e servizi all’interno dell’Unione Europea”.

Abbiamo più volte invitato Di Maio a sedersi a un tavolo con noi e con gli altri operatori, ma non hanno mai voluto parlare. Posso capire che si voglia combattere la ludopatia - ha concluso Lindahl - ma il metodo è sbagliato e avrà l’effetto contrario: aprirà il mercato agli operatori illegali dell’online, riportando il settore a 10 anni fa”.

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