Decreto Dignità: Quale futuro per i bookmakers?

Il Decreto Dignità è la più grande novità normativa degli ultimi anni che riguarda il settore del gioco d'azzardo. I suoi primi effetti però possono essere definiti controproducenti.

Dal punto di vista strettamente economico la misura non porta infatti alcun tipo di benefici. Il tutto è ovviamente legato al divieto di pubblicità. Una regola che, come contenuto nel testo della legge riguarda “qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro nonché al gioco d’azzardo, comunque effettuata e su qualunque mezzo”. Con il termine mezzi non si indicano soltanto in mezzi di comunicazione, ma anche le manifestazioni sportive culturali e artistiche. Insomma, una vera e propria rivoluzione e un cambiamento a dir poco epocale. Non per tutti però può essere considerato un qualcosa di positivo, perché in ogni vicenda ci sta sempre il rovescio della medaglia. Con il solito e inevitabile ventaglio di polemiche e discussioni.

L'obiettivo del Decreto Dignità è, stando a quanto detto e sostenuto dal Governo, quello di sconfiggere la ludopatia. Il gioco d'azzardo patologico è senza alcun dubbio l'aspetto più negativo e pericoloso del fenomeno gambling, ma può essere contrastata e combattuta con molteplici armi. La strategia scelta dall'esecutivo ha come rischio principale quello di far spostare tutti gli investimenti verso l'estero. La questione non riguardano soltanto i brand che lavorano principalmente nel mondo online, ma anche marchi storici e ben conosciuti. Tutti questi possono andare ad arricchire altre Nazioni. E questo, quantomeno in parte, già accaduto.

Un esempio può essere quanto accaduto nel mondo del calcio, vero e proprio ambito in cui il gioco d'azzardo ha sempre dominato dal punto di vista delle sponsorizzazioni. Visto quanto stabilito dal Decreto Dignità, molti bookmakers sono scappati all’estero. Il primo è stato Bet 365, che ha siglato un accordo con ben dieci club di Liga: Athletic Bilbao, Eibar, Espanyol, Getafe, Huesca, Rayo Vallecano, Celta de Vigo, Real Betis, Real Valladolid e Villareal. Inoltre, è prevista la presenza di una sala scommesse all’interno dello stadio di ogni squadra, oltre che sul sito web e sulle piattaforme dei social media. Invece in Italia, a partire dal 2019, scomparirà ogni riferimento pubblicitario al gambling, a partire dalle maglie e dai tabelloni presenti a bordo campo. Un'altra decisione che ha fatto discutere e non poco.

 

Infine, si può dire che non vanno affatto sottovalutati altri due possibili rischi. Il primo è legato agli eventuali tagli che potrebbero trovarsi costrette a fare le imprese che operano nel settore del gioco d'azzardo. Occorrerà capire quali saranno le mosse dell'AAMS per quel che riguarda i canali promozionali. Il secondo invece si lega a una possibile diminuzione dei controlli che potrebbe far tornare in auge piattaforme e circuiti non regolamentati. Insomma, un'arma a doppio taglio non indifferente. Resta da capire però quali saranno le altre soluzioni che adotterà il Governo per il mondo del gambling e per il contrasto alla ludopatia. Tutto sembra essere in divenire e in costante in mutamento.

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