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I quesiti referendari del 12 e 13 Giugno porranno i cittadini di fronte a una scelta niente affatto semplice: mantenere il servizio idrico nazionale alla gestione pubblica oppure proseguire nel trasferimento ai privati secondo un’operazione già avviata negli ultimi 15 anni.

sangueLa donazione di sangue volontaria è in aumento nell'Unione europea, eppure le giovani generazioni sono meno coinvolte di quelle anziane. Per promuovere un gesto che salva la vita, mercoledì 15 giugno, i membri della commissione per l'ambiente e la sanità pubblica hanno analizzato e discusso l'ultimo rapporto della Commissione europea sul tema. Donare il sangue è la "massima espressione di generosità e solidarietà" hanno detto gli eurodeputati presenti all'incontro.

Va in scena l’Occidente, “faro” di civiltà e “bussola” del pianeta. La dottrina è chiara, mentre un brivido “umanitario” corre la schiena inconsapevole e prona del popolo sovrano. Emozioni antiche nelle piazze per un attimo minacciose e subito imbrigliate nella “ribellione elettorale” che tutto cambierà per non cambiare nulla. Va in scena l’Occidente e, insieme alla guerra per la pace, alta si leva ormai, e non a caso simmetrica, la bandiera della “rivoluzione pacifica”. Si completa così un inganno sottile e già evidente nella “contraddizioni in termini” che forza il lessico dei saltimbanchi del potere: assieme alla guerra, diventa pacifica la rivoluzione e non c’è altro da dire.

Come vuole l’antica tradizione dei teatranti, la commedia è finita, se v’è piaciuta applaudite.

 La guerra non è guerra.

L’ha detto e ripetuto il garante: tutto in regola con la Costituzione. E’ vero, a questa nostra “guerra e pace”, che non è pace e non è guerra, manca l’epica grandezza del capolavoro di Tolstoj. Qui però non si tratta di letteratura e sogni anarco-pacifisti; qui siamo alla concretezza della politica e il garante tiene i piedi piantati a terra, come comanda quel feroce boia della giustizia sociale che, dio sa perché, chiamiamo “ragion di Stato”, per quanto di ragionevole non abbia nulla e sia da sempre l’irragionevole radice dei peggiori disastri. La guerra, ripete ossessivo, il garante, la guerra, dico a voi, operai e cassintegrati, giovani derubati dei sogni, del futuro e di quella speranza che in ogni tempo fu la ricchezza della gioventù, uomini e donne che stentate la vita, vecchi oppressi dagli anni, che siete ormai fuori dal ciclo produttivo, pesi morti, scarpe rotte, che non sapete più come mettere insieme dignità e miseria. Dico a voi: questa guerra di pace la dovete combattere.

 “Pacta sunt servanda”. Così diceNapolitano, quasi appellandosi a Grozio, che gettò le basi del diritto internazionale. Grozio, però, non tenne insieme la guerra con la pace e ben sapeva che un patto assai spesso contrasta con altri, sicché, quando scegli di rispettarne uno, infrangi fatalmente gli altri. Questa guerra, però, non è guerra, afferma Napolitano, e in ogni caso si rispettano i patti ad ogni costo. Ad ogni costo. E non serve che andiate a raccontargli il vostro dramma. Lo sa bene che non riuscite a far quadrare i conti a fine mese, che siete disperati  e che non c’è lavoro. Lo sa che mancano i soldi per la scuola, la ricerca e la salute, che non c’è padrone che rispetti i patti e non c’è regola che ancora tenga. Lo sa bene, il garante, ma questi sono altri fatti enaltri patti. La guerra si fa. La guerra che non è guerra si deve fare.

 Il Paese sta zitto.

Questo fa impressione. Va in scena l’Occidente. Stanno zitti gli opinionisti, tutti naturalmente “indipendenti”, gli ingenui autentici come fiori di fango, i finti tonti, i lacchè del potere noti e ignoti – “servitori dello Stato”, dice così l’insopportabile retorica democratico-costituzionale – i velinari, i pennivendoli, gli agitatori dei “salotti buoni”, perennemente scandalizzati da ogni sventurata iraniana lapidata, ma lieti sorridenti quando prendono il the coi più bestiali aguzzini d’ogni razza, religione e colore, quelli che comprano e vendono la fame e la sete del mondo. Tutti zitti in questo nostro misterioso Paese. La parola d’ordine è cambiata, ma rimane categorica. Non serve più che tu sia pronto a credere, obbedire e combattere. C'è chi lo fa per te. Tu accetta democraticamente di proteggere i “civili” ovunque una landa coloniale prometta ragionevoli profitti a chi suoi civili morti di bombe, di fame e di lavoro costruisce ogni giorno la sua personale fortuna.

Parla il garante. Silenzio in sala: Va in scena l’Occidente.

Giuseppe Aragno

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