Dirette delle partite continuamente interrotte e che ripartivano da momenti del match magari già andati in onda, non contemporaneità con il match di calcio in svolgimento, qualità molto bassa delle immagini nonostante una buona connessione Internet: questi sono solo alcuni dei numerosi inconvenienti riscontrati dai numerosi utenti della piattaforma web “Sportube” ,abbonati ai pacchetti in pay per view, messi in vendita on line , durante tutta la stagione di Lega Pro, iniziata a settembre e che ,ora mai, volge al termine con la disputa delle ultime 2 giornate di campionato della cd. “regular season”.

In merito alle numerose proteste sollevate dagli abbonati alla “web tv in pay per view” ,interviene anche il noto legale Eugenio Gargiulo, 47 anni di Foggia, chiamato in causa anche in quanto avvocato/tifoso del neopromosso Foggia calcio, per esprimere un suo parere legale sulla questione e sulla legittimità o meno delle reiterate richieste di rimborso delle partite e risarcimento dei danni, avanzate, per l’appunto, dai numerosi fruitori della piattaforma Sportube.

Il problema, molto attuale, dell'interruzione del servizio di fornitura di programmi a pagamento ed il risarcimento del danno per il consumatore - afferma l’avv. Eugenio Gargiulo - è una questione giuridica di cui si è occupata una recente sentenza di un Giudice di Pace di Caserta.

sportube
Secondo il Giudice, l'interruzione di un servizio di pay TV a pagamento (c.d. pay per view) origina un danno per l'acquirente di un pacchetto di trasmissioni. Il fornitore del servizio è tenuto a risarcire il danno all'abbonato, consistente non solo nell'omesso servizio offerto, ma anche nel danno non patrimoniale conseguito all'impossibilità per il consumatore di poter usufruire dello spettacolo oggetto di abbonamento.

Il contratto di “pay per view” – spiega l’avv. Eugenio Gargiulo – è giuridicamente inquadrabile nel negozio giuridico tipico della “somministrazione” ,disciplinato dagli artt. 1559 e ss. Del codice civile. La somministrazione, detta anche fornitura, è il contratto con il quale una parte (somministrante) si obbliga, verso corrispettivo di un prezzo, ad eseguire, a favore dell'altra parte (somministrato), prestazioni periodiche o continuative di cose. Il contratto di somministrazione è, quindi, destinato a soddisfare, ad intervallo di tempo costante, bisogni periodici e continuativi dell' utenza attraverso la costituzione di un rapporto durevole. Discende che il somministrante assume su di sé l'obbligo di apprestare i mezzi necessari per adempiere la propria obbligazione contrattuale e, ovviamente, il rischio (l’alea) connesso alla mancata fornitura. (vedasi anche Giudice di Pace di Caserta 30 aprile 2009)

Quando pertanto si verifica un’interruzione, o un intoppo di qualsiasi sorta, nella trasmissione di una partita di calcio in pay per view, anche on line tramite web, è in “re ipsa” la prova dell’inadempimento ( nel caso specifico di Sportube!)

Deve evidenziarsi – precisa l’avv. Eugenio Gargiulo - poi, che il contraente adempiente ( ovvero l’utente abbonato al pacchetto), a fronte dell’inadempimento altrui, può reagire chiedendo il pagamento o l’adempimento della controprestazione ovvero il risarcimento dei danni. A tale ultimo riguardo torna opportuno avvertire che l’obbligo del risarcimento dei danni, derivi da fatto illecito oppure da inadempimento contrattuale, costituisce sempre e comunque un debito di valore con tutte le conseguenti implicazioni in tema di interessi e svalutazione.

Il Giudice di Pace competente territorialmente, eventualmente investito della questione, da un utente scontento potrà , pertanto, -conclude l’avv. Eugenio Gargiulo - procedere alla liquidazione del “quantum” risarcitorio, determinandolo equitativamente sulla base delle prove fornite dalle parti , ovvero le prove relative al disservizio sofferto nella visione del match singolo o di più partite di calcio regolarmente acquistate dall’abbonato alla nota piattaforma web!

Foggia, 28 aprile 2017
avv. Eugenio Gargiulo

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