Giochi di carte: sport o no?

Questa è una domanda che molti si potrebbero fare e che è stata oggetto di dibattito per anni.

Cominciamo quindi con la definizione di sport: “un’attività che impegna, sul piano dell'agonismo oppure dell'esercizio individuale o collettivo, le capacità fisico-psichiche, svolta con intenti ricreativi ed igienici o come professione”. In altre parole, lo sport è un'attività che comporta uno sforzo fisico e mentale e richiede abilità con cui un individuo o una squadra competono contro un altro o altri per l'intrattenimento. Quindi, come si possono considerare i giochi di carte, come ad esempio il poker? Rientrano nella categoria di sport oppure no?

Gli "sport della mente"

sport della mente

Lo sport è normalmente associato a sudore, fatica fisica e prestazioni, vittoria, impegno personale e di squadra. Ma ci sono anche i cosiddetti "sport della mente", come gli scacchi, la dama, il bridge, il poker, i giochi di carte in generale... sport in cui l'esercizio fisico viene “sostituito” da capacità cognitive e intellettuali.

Se consideriamo quindi questo modo di considerare lo sport, gli “sport della mente” possono rientrare ufficialmente nella categoria di sport, appunto. Si richiedono concentrazione e sforzo mentale, una struttura nel gioco e regole severe. Inoltre, se diamo un'occhiata ai tornei di poker professionali, possiamo facilmente trovare sessioni che possono durare fino a dieci ore e lo sforzo mentale in questi casi può essere davvero paragonato a quello degli sport di resistenza. Inoltre, un calo della concentrazione può portare alla perdita di una vincita, che puó corrispondere ad un'enorme quantità di denaro. Dati gli innumerevoli calcoli e analisi che un giocatore di poker deve fare, il suo cervello può arrivare a bruciare più calorie di uno sportivo professionista. Coloro che si impegnano in lunghi tornei che durano anche diversi giorni, spesso si allenano in palestra, per essere fisicamente in grado di affrontare la sfida. Inoltre, è fisicamente stressante stare seduti per ore e ore, sempre in piena concentrazione. Per i giocatori non professionisti, approfittare dei consigli di siti specializzati di poker online puó sicuramente fornire qualche arma in piú, ma lo sforzo mentale rimane comunque sempre presente. E lo stesso si puó dire nel caso di un torneo di scacchi o di dama per esempio.

Gli sport della mente e le Olimpiadi

Quindi, non si suda giocando a scacchi, dama, o poker ma, detto sinceramente, non si suda nemmeno quando si gioca a freccette, seppur universalmente riconosciuto come uno sport. Per questo motivo, nel caso degli scacchi e del bridge, è stata richiesta l'inclusione di queste discipline ai Giochi Olimpici 2020 che si terranno a Tokyo; richiesta che peró non è stata accettata. Cinque nuove discipline sono state inserite per i futuri Giochi, ma fra queste non si trovano nè gli scacchi né il bridge. Purtroppo bisogna anche considerare che le Olimpiadi sono uno spettacolo e che gli sport della mente non sono esattamente emozionanti da guardare.

Tuttavia, se torniamo all'antica Grecia e alla nascita delle Olimpiadi, vediamo che al tempo esistevano concorsi che premiavano gli sforzi mentali nello stesso modo in cui venivano ricompensati gli sforzi fisici. Tra le discipline presenti, si potevano trovare ad esempio musica, teatro, poesia e altre arti. In conclusione, è molto improbabile che i cosiddetti “sport della mente” saranno mai ammessi alle Olimpiadi, ma una cosa è certa: i giochi di carte possono essere considerati uno sport, mentale sí, ma pur sempre uno sport.

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