La Corrida di Carlo Conti in TV

Tutta la famiglia italiana – la classica – quella per intenderci che ci propinano giorno dopo giorno nelle pubblicità televisive, la sera, dopo aver cenato e soddisfatto i morsi della fame, si riunisce nella sala dove il televisore, come un re, si mostra nella sua incontrastata maestà.

 

 Il divano è accogliente ed alle prime note della sigla della “Corrida”, il silenzio cala come rugiada mattutina.

Ecco che con la sua voce inconfondibile, entra nell’inquadratura, il presentatore Carlo Conti che ripete, verosimilmente, le medesime parole, in ordine sparso. La valletta con abiti sempre diversi come vuole la tradizione televisiva che spesso bada solo alle apparenze, saluta il pubblico, lo fa giurare, non prima di averlo fatto fare ai concorrenti... e l’anteprima scompare dal video, cedendo il passo all’immancabile pubblicità.

 Certo non è stato molto facile per nessuno, presentare la Corrida, dopo che la stessa è stata portata al successo dal suo co - autore Corrado. Tutti, anche non volendo, siamo propensi a fare delle analogie, a confrontare tra loro, le performance impegnate di uomini dello spettacolo che spesso, sapendo di essere studiati dal pubblico come topi da laboratorio, mostrano impaccio diventando non più se stessi, ma una controfigura sbiadita dell’originale.

La Corrida del 2018 che rientrata in R.A.I. dalla porta principale grazie alla volontà di Carlo Conti, ha tutti gli elementi per considerarsi accattivante: i concorrenti: scelti per far sorridere e “strombazzare” un pubblico armato dal desiderio di essere considerato primo attore; una valletta ufficiale ed un’altra scelta tra il pubblico in sala.

 Pinuccio Pirazzoli, dirige un’orchestra di validi e preparati elementi; i suoi arrangiamenti, risultano gradevoli e capaci di coprire con intelligenza e mestiere, ogni “buco” armonico che potrebbe crearsi.

Anche su brani tratti dal repertorio lirico, l’orchestra ben guidata, ha saputo districarsi con disinvoltura. Il maestro, ha saputo estrapolare dalle armonie originali, le note giuste, conservando intatta, l’armatura del pezzo.

Ciò che manca a questa rivisitazione accurata della “Corrida”, è quel modo speciale ed unico che aveva Corrado, di volare tra la presa in giro bonaria e la capacità di usare la perfetta conoscenza dei suoi simili, per farli sentire a proprio agio anche dopo la disapprovazione di un pubblico rumoroso.

La grande complicità tra Corrado ed il compianto maestro Pregadio, non si può descrivere con le parole; la loro gestualità gestita quasi all’unisono, sapeva condire l’insieme, con sempre qualcosa di diverso, di inaspettato ed inusuale.

Tra Carlo Conti ed il maestro Pinuccio Pirazzoli, questo affiatamento non è evidente; si nota lo sforzo di entrambi, ma si cercano poco anche con lo sguardo e risultano ad un pubblico attento, sotto questo punto di vista, impreparati ed impacciati. Forse con il tempo, l’affiatamento farà dei passi avanti.

Per ora, gustiamoci la Corrida per ciò che è e non per ciò che era. Sorridiamo e passiamo un po’ del nostro tempo, ascoltando le stonature di chi ci avvisa prima delle proprie problematiche d’intonazione.

 La Corrida è semplice come la pasta aglio ed olio, altre trasmissioni, dove concorrenti blasonati ed ultra elogiati stonano senza avvisarci, non ci fanno ridere.

 

Piero B.

 

Ci fanno pena. Piero B.

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