“Quando vien la Candelora dall'inverno semo fora, ma se piove o tira vento, nell’inverno semo dentro”, recita l’antico brocardo...
La Candelora o Candlemas, il 2 febbraio, celebra la festa cristiana della Purificazione, preceduta dalla novena un tempo frequentata nelle nostre chiese da molti giovani fedeli. Nelle località di tutto il mondo, tradizionalmente più legate alla propria storia, il giorno della festa della Candelora si porta in processione l’effige della Madonna: una statua della Vergine con il bambino in braccio. Una tradizione ancora viva in molti paesi dell’America Latina (Perù). Ma anche nelle nostre regioni d’Italia è una festa in grado di offrire un viaggio sui generis alla scoperta di un rito che affonda le sue radici nella notte dei tempi.
La Candelora è anche legata ad alcune feste di origine agreste: in molti paesi europei si cucinano piatti specifici che venivano offerti alla natura o alle fate. Come in Francia dove è conosciuta soprattutto per essere il “giorno delle crêpes”. L’antropologia studia anche altre credenze che parlano addirittura di usi particolari delle bestie: in alcuni luoghi la Candelora è chiamata “Giorno dell’orso”, in quanto l’orso si sveglierebbe dal letargo e uscirebbe fuori dalla tana per vedere com’è il tempo e valutare se sia o meno il caso di mettere il naso fuori. Se è nuvoloso con tre salti annuncia l’arrivo della primavera, se invece è sereno rientra nella tana prevedendo altri 40 giorni di freddo.
Febbraio fa parte del periodo oscuro del calendario dei popoli indo-europei, periodo senza nome prima che fossero creati i due nuovi mesi, gennaio e febbraio. Il suo nome, Febrarius, in latino significa purificare. Macrobio ricorda che Numa lo aveva dedicato al dio Februus e stabilito che durante questo mese si celebrassero riti funebri agli dèi Mani. Nelle feste che cadevano nella seconda quindicina di gennaio, era ricordata anche Iunio Februata, Giunone Purificata che si ricordava nelle Calende di febbraio come Iuno Sospita, Giunone Salvatrice.
In quell'occasione, all'interno della Basilica, sull'altare venivano poste delle candele, con un fiocco di seta rosso e argento, e con lo stemma papale. Erano scelte tre di queste e la più piccola era consegnata al Papa, mentre le altre due andavano al diacono e al suddiacono ufficiali. Una volta benedetti i ceri, il Papa consegnava la sua candela al cameriere segreto, insieme con il paramano di seta bianca, che gli era servito per proteggersi le mani dalla cera calda, e passava alla benedizione dei ceri.
A Chiaromonte, in Sicilia, alla vigilia della festa, le donne del paese effettuavano una processione che le portava in cima alla montagna dove si purificavano bagnandosi con la rugiada. Nel resto d'Italia, la festa della Candelora resta legata ai ceri benedetti. Questi ceri vengono custoditi nelle case, e si ritiene tengano lontani gli influssi maligni. In alcuni paesi costieri si riteneva che i ceri benedetti durante la Candelora servissero a ritrovare gli annegati. Gettati nell'acqua si sarebbero fermati dove si trovava il corpo dell'annegato. Se avete avuto la pazienza di seguirmi fino a questo punto, meritate di scoprire altri particolari.
Probabilmente la Candelora diventò festa cristiana sotto Papa Gelasio I, per sostituirne una pagana: la “februatio”, una parte della celebrazione della festività religiosa romana chiamata Lupercali o Lupercalia, che celebrava il fauno Luperco, dio della fertilità protettore del bestiame e delle messi.
Un altro rito della celebrazione era la “februatio”, ovvero la purificazione della città, in cui le donne scendevano in strada con dei ceri e fiaccole accesi, simbolo di luce. Secondo alcuni la festa derivava da una più antica dedicata alla Dea Lupa, in cui le sacerdotesse della dea indossavano pelli di lupa e ululavano nei riti alla luna. Esse praticavano la prostituzione sacra e il loro tempio era il "lupanare" nome che poi indicò semplicemente il postribolo. Le meretrici romane, infatti, richiamavano i clienti con il verso del lupo. Il famoso allattamento di Romolo e Remo ad opera di una lupa, si riferisce proprio all'intervento di una divinità. Poiché il rito riguardava un aspetto di Ecate, cioè Ecate Trivia, i templi erano posti nei trivi dove poi vennero posti i postriboli, da cui il termine triviale in senso spregiativo.
Quindi, la Purificazione di Maria fu fatta coincidere (per sostituirsi poi del tutto o quasi) con la festa pagana dedicata a Giunone e ai Lupercali? Forse.
Un’altra ipotesi, sostenuta per lo più da altri studiosi, ritiene che la festa cristiana della Candelora sia una cristianizzazione della festa celtica di Imbolc, celebrata originariamente il 1° Febbraio e solo attualmente il 2 febbraio, probabilmente a causa di una confusione, ma non esiste nessuna evidenza del fatto che Imbolc fosse celebrata in epoca pre-cristiana al di fuori dell'Irlanda (da cui provengono gli unici resoconti scritti), mentre la festa della Candelora ha origine nel bacino del Mar Mediterraneo come i Lettori già sanno.
Il termine Imbolc in irlandese significa “in grembo”, in riferimento alla gravidanza delle pecore, ed è anche il termine celtico per Primavera. Gli antichi Druidi chiamavano questo giorno il Festival del Ritorno della Luce, nel quale si risvegliava la Dea Terra. Dopo il sonno dell’Inverno spuntavano infatti i primi timidi fiori, il giorno era visibilmente più lungo, c’era la speranza della primavera.
Il concetto di purificazione è presupposto di una nuova vita: si eliminano le impurità del passato per far posto alle cose nuove. Un antico detto celtico ricordava come fosse una buona cosa lavarsi spesso mani e viso con il bucaneve (i virus vecchi e nuovi dell’influenza sono sempre in agguato e non servono astronomici investimenti!). Bucaneve e mandorli in fiore riaccendono la Natura con il loro candido manto sfavillante che annuncia la Primavera alle porte.
Il bucaneve è il primo fiore dell’anno a sbocciare e il suo colore bianco ricorda allo stesso tempo la purezza.
Nicola Facciolini
Poesie sulla Candelora di Renzo Pezzani - La Candelora
Poesie sulla Candelora di F. Ferraresi - La Candelora
Poesie di Luisa Nason - Candelora
Racconti di G. Berlutti - La Candelora
| < Prev | Next > |
|---|




