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Non sembrano avere tregua le vicende del liceo milanese che continuano ad apparire sulle pagine dei giornali grazie alle violente occupazioni degli ultimi giorni.

G. Parini I giovani, in mobilitazione contro la riforma Moratti, hanno indetto da giorni, assemblee, autogestioni e occupazioni purtroppo sfociate in violenza il pi? delle volte, quando, anche gli studenti, sembrano essersi divisi in due fazioni contrapposte.

Mercoled? 14 Dicembre il portone della scuola ? stato chiuso con lucchetti e catene impedendo con la forza, a chiunque di entrare.
Ma ? possibile che non si riesca a fermare la rivolta, tra l'altro pilotata da solo 50 studenti?

La realt? infatti, ad oggi, ? proprio questa: da un lato i 750 giovani decisi a riprendere con regolarit? le lezioni e dall'altra, 50 ribelli impazziti decisi a occupare l'istituto con barricate e scontri violenti.
Qualche ragazzo ? stato ferito e la scuola ha subito danni non da poco durante la confusione, cosa che non giova per niente all'immagine del liceo ma, soprattutto, lascia in un clima di violenza e assurdit? un luogo destinato all?educazione e alla cultura cos? rinomato nella citt? lombarda.

Gli insegnanti arrabbiati e sconcertati dichiarano che in realt? tutto ? organizzato da personalit? esterne alla scuola, tra cui forse, studenti universitari convinti di poter gestire la situazione secondo i propri comodi.

I ragazzi dal canto loro respingono le accuse, negando tutto ci? che affermano i giornali su danni e violenze e accusando preside e insegnanti di essersi rifugiati in presidenza e nella aule vuote.

Il pensiero dei genitori si pu? desumere dal segente messaggio di un genitore al Dirigente scolastico professor Carlo Pedretti:
Invio il mio pi? forte disappunto per la decisione presa dagli studenti del collettivo che non ha tenuto in conto la volont? della maggioranza degli studenti. Mi risulta non sia stata indetta alcuna votazione e quindi la decisione di una rappresentanza, forse anche minoritaria, non deve ricadere su tutti gli studenti. Il collettivo dimostra che la democrazia ? ben lungi dall'essere presente.
Invito il sig. Preside ad intervenire con tutti i suoi poteri per impedire un'iniziativa che pu? brillare solo per la sua insensatezza. Andrebbe solo ricordato che sono state cancellate vacanze gi? programmate a causa degli eventi relativi all'allagamento e che pertanto un'ulteriore perdita di ore scolastiche non pu? che aggravare ulteriormente il ritardo didattico

Addirittura in un comunicato del 15/12 gli stessi ragazzi affermano: CI SIAMO COORDINATI CON LE ALTRE SCUOLE PER MOBILITARCI TUTTI INSIEME CONTRO LA RIFORMA, CONTRO LA GUERRE GLOBALE, CONTRO OGNI DIVIETO, PER LA LIBERTA DELLE PERSONE.

Atrio Istituto G.Parini - Milano Al di l? del refuso sul plurale il tutto appare come una proclamazione alla libert? e all'indipendenza legata assolutamente alla politica e che non sembra per nulla sfiorare elementi legati all'istruzione e alla cultura.

Gli stessi ragazzi rivendicano ai giornali l'inserimento nelle pagine politiche delle loro manifestazioni, solitamente presenti invece tra i fatti di cronaca.

Il vero problema forse ? che, davvero di politica si tratta ma, date le violenze e le azioni di forza utilizzate, non possono essere che le pagine di cronaca ad ospitare questi fatti.

Ragazzi feriti e aule sottosopra forse non bastano perch? i ribelli ammettano danni e situazioni sconcertanti.

Siamo passati per i corridoi della scuola per far vedere a tutti che non c'? alcun segno di danno da migliaia di euro e quel poco che ? stato danneggiato, si ? rotto mentre qualcuno spostava in malo modo i banchi accatastati ordinatamente in corridoio prosegue infatti il comunicato che, continua a mancare di una vera e propria presa di coscienza della situazione in cui ? stata messa un'intera scuola, per volere di 50 rivoltosi il cui motto finale, cos? appare nel comunicato: Hasta la victoria siempre! Collettivo rebelde del Parini.

Forse sono anche i provvedimenti a dover essere presi con maggior coscienza e senza sottovalutare una situazione che non vogliamo vada fuori controllo.

 

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