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Una tribù primitiva, mai avvicinata dall’uomo bianco, è stata avvistata nella foresta amazzonica nello stato di Accre, vicino al confine con il Perù. Già precedentemente le capanne e la delimitazione territoriale della comunità primitiva erano state più volte avvistate ma mai ci si era spinti ad una distanza così ravvicinata da permettere di fotografare alcuni esponenti della tribù.

Le foto diffuse dall’organizzazione britannica Survival International ritraggono una radura con alcune grandi capanne e una decina d'indigeni, alcuni con il corpo dipinto di rosso, altri di nero, che di fronte l’aereoplano della fondazione hanno reagito bersagliandolo con le frecce.

“Ho deciso di rendere pubbliche le immagini perché altri meccanismi non hanno funzionato. Se l'opinione pubblica non verrà scossa queste tribù rischiano di estinguersi”, ha detto l'autore degli scatti, Jose Carlos Meirelles.

Sembra proprio che queste tribù primitive, a quanto pare se ne contano una quarantina, siano giunte in Brasile perché minacciate in Perù dall'azione senza scrupoli di politici e di proprietari terrieri che non vogliono preservare le loro terre, ma anche di antropologi che ritengono la loro esistenza solo un'opera di fantasia.

Le foto infatti sono state scattate e divulgate per dimostrare l'esistenza della comunità e impedire che l'industria mineraria illegale e lo sfruttamento intensivo della giungla distrugga il loro territorio.

La Funai, Fundacao Naacional do Indio, organizzazione che si occupa della protezione della cultura e della civiltà indigena, di solito interviene soltanto quando vi è il rischio di un contatto ostile che possa mettere in serio rischio la sopravvivenza della tribù stessa. Ed è proprio questo il caso visto che la minaccia proviene sia dai minatori e dai coltivatori, ma anche dal contagio con malattie che per gli indios possono rivelarsi fatali.

A quanto pare la loro dimensione caratterizzata dall’estraneità al mondo e alla civilizzazione occidentale sta per concludersi, sicuramente in maniera traumatica. E così le loro tradizioni e i principi che cadenzano il quotidiano della loro comunità rischiano di essere travolti dall’illegale attività mineraria. La loro autonomia d’altra parte, considerando la diffusione di tale testimonianza, può essere messa in discussione anche dall’invadenza di curiosi senza scrupoli o di pseudo-ricercatori.

Tralasciando il risvolto negativo della vicenda, occorre sottolineare la singolarità e l'unicità di popolazioni non civilizzate e non industrializzate rimaste all’era primitiva. Il tempo per loro sembra essersi fermato, non sta a noi scaraventarli in un futuro dalle regole incomprensibili.

Ma poi chi può dirlo…forse la vera civilizzazione l’hanno conservata proprio loro.
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