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Roberto Saviano l'autore di Gomorra, il romanzo da cui è stato tratto l'omonimo film è stato indicato da un pentito di camorra come prossima vittima del clan dei casalesi - Una decisione presa e che prevede la pratica attuazione entro il mese di dicembre
di Roberto Forlani
Roberto SavianoLe Autorità hanno reagito con dichiarazioni ovviamente sdegnate che ribadiscono e forse accentuano le misure di protezione che sono state attivate a tutela della vita di Saviano.
Anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha fatto sentire la sua voce e ha testualmente dichiarato: Ho potuto accertare che si veglia sulla sicurezza di Roberto Saviano.
Non manca in questi giorni sull'argomento la voce della Chiesa che per bocca del Cardinale Sepe si è espressa così: '' Roberto Saviano ha la solidarieta' di tutti, delle istituzioni e della chiesa'':

Tutte posizioni altamente giuste e commendevoli ma io mi chiedo per quanto tempo l'attenzione di tanti, a partire da quelli citati, sarà tale da scongiurare le azioni che il clan dei casalesi avrebbe deciso nei riguardi di Roberto Saviano.

E' noto, risaputo e in qualche misura comprensibile, che in Italia col tempo anche le cose più importanti vengono trascurate a favore delle contingenze che sopraggiungono e la mia preoccupazione è che sarà proprio quando i riflettori si spegneranno su Roberto Saviano e sulla terribile promessa dei casalesi che gli assassini potranno entrare in azione.
E' una costante di tutte le situazioni di questo genere di cui abbiamo decine e decine di prove.

La mia proposta allora è che si vada oltre, che si faccia qualcosa per reagire alle condanne a morte dei clan in modo attivo e non solo rinforzando le scorte o con dichiarazioni di solidarietà che fanno il loro effetto per un periodo limitato.
Allora ad esempio si istituisca la figura del "Patrimonio Italiano" , un'etichetta d'onore altissimo che deve significare che chiunque ne venga insignito riveste per l'Italia e gli italiani somma importanza.

Contestualmente si provveda ad elevare, anche a raddoppiare,  e ad escludere da ogni possibilità di accedere ai benefici previsti dalle varie leggi in merito a riduzioni o sconti di pena o di quelli previsti dai riti abbreviati, le pene previste normalmente per reati che dovessero colpire chi è stato insignito dell'altissima onorificenza.

Sono convinto che la minaccia di sanzioni molto più pesanti di quelle attuali, volte a colpire in particolare chi dovesse macchiarsi di crimini contro  gli insigniti di "Patrimonio Italiano" sarebbe un deterrente molto più efficace e duraturo delle pur apprezzabili parole e dichiarazioni di solidarietà di chiunque

egoteprovoco
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