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Il procuratore dell’Unità Nazionale di Giustizia e Pace ha formulato le sue accuse contro Edward Cobos Téllez, alias ‘Diego Vecino',... ..... ex capo paramilitare del ‘Bloque Héroes de los Montes de María', contestandogli 663 sfollamenti forzati, 11 omicidi, 7 sequestri e 450 furti aggravati, in seguito all'incursione nel quartiere di Mampujan nella piccola città di María La Baja (Dipartimento di Bolívar), avvenuta fra il dieci e l'undici marzo del 2000.

Nell'udienza preliminare, mentre la Procura aveva esposto le argomentazioni a sostegno di queste accuse, il paramilitare si era dichiarato colpevole del delitto di associazione a delinquere aggravata.‘Diego Vecino' è anche accusato di porto d'armi illegale, di uso esclusivo delle Forze Armate, e uso di uniformi ed insegne delle stesse.

Téllez ha riconosciuto davanti alla Corte Suprema di Giustizia che l'obiettivo delle AUC, i paramilitari colombiani, era di creare un progetto politico a livello locale, regionale e nazionale, e che i leader di questa organizzazione illegale hanno dato il loro appoggio a dirigenti politici della costa atlantica e di altre zone del paese.
Ha affermato di aver conosciuto, fra gli altri, il senatore Alvaro García Romero ed il rappresentante alla Camera Eric Morris Taboada, attualmente detenuti nel carcere La Picota a Bogotá, per lo scandalo della “parapolitica” (relativo proprio ai rapporti fra politici e paramilitari).

L'ex capo paramilitare ha riferito di aver tenuto diverse riunioni con dirigenti politici dei dipartimenti di Sucre e Córdoba e capi delle AUC, fra i quali Carlos Castaño Gil, in immobili di proprietà di quest'ultimo.

Proseguono dunque le rivelazioni di rapporti fra militari, politici e paramilitari, delineando un quadro sempre più preciso che tiene insieme i macellai paramilitari -che hanno svolto e svolgono tuttora il lavoro sporco (minacce, sfollamenti forzati, barbare uccisioni di contadini, oppositori sociali e sindacalisti), il piano militare, che contribuisce con i mezzi tecnici e logistici, oltre che partecipando direttamente alle azioni a supporto dei paracos, ed il piano politico, che gestisce le strategie complessive in chiave ultrareazionaria ed è coinvolto in questo progetto a tutti i livelli, fino ai più alti gradi della politica nazionale, ivi compreso il narco-presidente Uribe, comandante in capo delle Forze Armate Colombiane.

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