lanterna magicaMuseo Nazionale del Cinema e Cinémathèque française - due fra le più prestigiose istituzioni votate alla salvaguardia e alla valorizzazione del patrimonio cinematografico - sono i coproduttori della mostra LANTERNA MAGICA E FILM DIPINTO. 400 ANNI DI CINEMA, che rivela la ricchezza (oltre 26.000 pezzi) delle due più belle collezioni al mondo di vetri per lanterne magiche, dipinti a mano tra il 1659 e il 1920.
La mostra, unica nel suo genere per la ricchezza di contenuti e l’ambizione del progetto, è a cura di Laurent Mannoni (Conservatore della Cinémathèque française) e di Donata Pesenti Campagnoni (Conservatrice del Museo Nazionale del Cinema).
L’esposizione, allestita nella sede della Cinémathèque française a Parigi, in Rue de Bercy 51, sarà presentata alla stampa internazionale il 12 ottobre prossimo e rimarrà aperta al pubblico dal 14 ottobre 2009 al 28 marzo 2010. La stessa mostra giungerà poi in Italia nell’autunno del 2010, con un allestimento ripensato per la splendida cornice della Reggia di Venaria, grazie alla collaborazione fra il Museo Nazionale del Cinema e il Consorzio di Valorizzazione Culturale La Venaria Reale.
La lanterna magica è un dispositivo ottico apparso nella seconda metà del 1600 nei Paesi Bassi, grazie ad un’invenzione che si deve probabilmente all’astronomo olandese Christiaan Huygens. Permetteva di proiettare su uno schermo bianco, all'interno di una stanza buia, immagini fisse o animate, dipinte su lastre di vetro di forma generalmente rettangolare. Era necessario essere molto precisi nella realizzazione delle immagini, che dovevano essere curate anche nei minimi dettagli, poiché la proiezione le ingrandiva notevolmente.
Straordinario mezzo di locomozione immaginario, potente vettore educativo ma, soprattutto, antesignano poetico e affascinante dello spettacolo cinematografico, la lanterna magica ha sicuramente influenzato i primi cineasti della storia del cinema (i fratelli Lumière, Méliès, Zecca e Segundo de Chomón), per poi incantare autori classici come Truffaut, Bergman e Fellini. Decisiva inoltre è stata l’influenza esercitata sui grandi registi sperimentali di ieri e di oggi, come Emile Reynaud, Len Lye, Norman McLaren e Sistiaga. Il percorso espositivo è articolato in dieci aree tematiche che illustrano i principali temi degli spettacoli di lanterne magiche del passato: Vita Quotidiana, Viaggi, Fiabe e leggende, Religione esoterismo, Scienza e istruzione, Arte e spettacolo, Erotismo, Il mondo alla rovescia, Fantasmi, Arte astratta.
L’allestimento, su progetto dall’Arch. Massimo Quendolo, è arricchito dalla ricostruzione di un teatro ottico di Emile Reynaud perfettamente funzionante con le sue meravigliose pantomime luminose, e da una sala dedicata alla fantasmagoria settecentesca. Completano il percorso, una
postazione interattiva nella quale il visitatore potrà cimentarsi nella realizzazione di uno spettacolino di lanterne magiche, e l’installazione dell’artista Anthony McCall che esplora il principio stesso della proiezione luminosa.
La mostra è accompagnata da numerose eventi e attività collaterali: una grande retrospettiva di cinema d’avanguardia e sperimentale, numerosi incontri e conferenze, attività didattiche e spettacoli di lanterna magica. Tra questi, anche lo spettacolo realizzato dal Museo Nazionale del Cinema, basato sui vetri più preziosi della sua collezione e accompagnato dall’esecuzione dal vivo di una partitura originale scritta per l’occasione dal Maestro Stefano Maccagno. In occasione della mostra, sarà infine pubblicato il volume Lanterne magique et film peint, a cura di Laurent Mannoni e Donata Pesenti Campagnoni, Riccamente illustrato con oltre 500 immagini provenienti dalle due collezioni, il libro racconta la rivoluzione estetica e tecnica costituita dalle lanterne magiche e la loro influenza sulla nascita del cinema. Due le edizioni, frutto anch’esse di una coproduzione: in francese, per Les Editions La Martinière, e in italiano - con il titolo Lanterna magica e film dipinto - nella collana editoriale frutto della collaborazione fra il Museo Nazionale del Cinema e il Castoro.



Veronica Geraci

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