Abbiamo una sfilza di automobili elettriche, tra prototipi e modelli già commercializzati. Sembra inoltre che l'elettricità sarà il futuro del genere umano, applicata ai sistemi di locomozione più svariati, oltre che a gadget rivoluzionari o semplicemente "trendy". Vi è mai balzata in mente l'idea che potremmo anche sviluppare aeroplani elettrici? Cosa ci separa da un futuro fatto di aerei silenziosi che viaggiano grazie alla corrente elettrica e non attraverso la combustione di materiale fossile e puzzolente?
Quando si parla di aeroplano elettrico l'immagine che viene spesso in mente è quella di aerei alimentati dall'energia solare. "Poco pratici" potremmo definirli, visto che sotto diversi aspetti (soprattutto velocità e carico utile trasportabile) non sono per niente un'alternativa commerciale ai classici voli di linea.
Tuttavia, l'idea dell'aeroplano elettrico non è per niente stupida, anzi, potrebbe rivoluzionare il mondo dei viaggi via aria. Niente a che vedere con prototipi di aerei solari, parlo di aerei che trasportano persone, centinaia di persone, dei veri e propri autobus elettrici volanti.
Iniziamo col dire che la possibilità di avere un aereo elettrico potrebbe consentirci di:
•Avere motori più efficienti: l'affidabilità di un motore elettrico è pari a 10-20 volte quella di un motore a scoppio o a reazione. Un motore elettrico inoltre può risultare fino al 95% più efficiente rispetto ai motori tradizionali (18-23%), disperdendo meno energia.
•Viaggi più silenziosi: non basandosi su esplosioni controllate di combustibile, i motori elettrici possono essere incredibilmente silenziosi. Non a caso i militari stanno cercando di applicare motori elettrici a velivoli per la ricognizione aerea, per poter contare su un rumore estremamente limitato che gli possa consentire di avvicinarsi il più possibile all'obiettivo senza essere notati.
•Aeroporti più "verdi": ridurre il rumore degli aeroplani, problema primario per la popolazione che vive nei pressi di un aeroporto, potrebbe diminuire considerevolmente l'impatto acustico di un terminal. Le emissioni inquinanti inoltre sarebbero estremamente limitate.
•Voli (forse) più economici: se è vero che le tecnologie di realizzazione di un aereo elettrico comportano l'utilizzo di materiali tecnologici spesso costosi, è altrettanto vero che il prezzo del biglietto per salire su un aereo tradizionale è spesso influenzato dalle pazze oscillazioni di mercato del petrolio. L'aereo elettrico non risentirebbe di queste fluttuazioni di prezzo e avrebbe costi di manutenzione più ridotti, soprattutto per i motori. Certo, le compagnie aeree sono spesso accusate di speculazioni sui prezzi del biglietto, e forse troveranno un'altra ragione per farci pagare di più, ma avranno meno scuse per farlo.
L'idea dell'aereo elettrico non è nuova: risale infatti ai primi anni '80 del 1800, quando Gaston Tissandier utilizzò per primo un motore elettrico della Siemens invece di un motore a scoppio per spingere la sua aeromobile. Tissandier era una di quelle persone che potrebbe essere facilmente considerata un genio mezzo-pazzoide, ma grazie a lui sappiamo che il volo elettrico è possibile.
In tempi più recenti, la Boeing ha effettuato diverse sperimentazioni per il volo elettrico applicata ad aerei mono-biposto. Uno degli esempi più famosi è la versione modificata del Super Dimona della Diamond Aircraft, alimentato da celle a combustibile e spinto da un motore elettrico da 115 cavalli, in grado di raggiungere una velocità massima di oltre 200 km/h (Boeing plans to test electric plane next year )
Se però non abbiamo ancora degli aerei elettrici che ci portano da un capo all'Atlantico un motivo c'è, e non è trascurabile.
Il problema fondamentale per la costruzione di un aereo elettrico non è il profilo alare o la potenza dei motori, come abbiamo visto in precedenza. Il problema è nella durata del volo; per essere più chiari, le batterie non reggono.
Escludendo infatti gli aerei alimentati ad energia solare, che sono promettenti ma da un punto di vista sperimentale, e completamente inadatti (per ora) a voli di linea commerciali, un aeroplano elettrico che possa essere introdotto nel mercato dei voli di linea deve avere per lo meno le stesse prestazioni di durata di un aereo tradizionale.
Se è vero che stiamo assistendo a quotidiane rivoluzioni nel campo delle batterie, la loro durata attuale non ci consentirebbe di costruire un aeroplano elettrico dalle caratteristiche tali da renderlo idoneo al volo di linea.
Per risolvere questo problema, si stanno elaborando strategie di intervento che non solo comportano la rivoluzione tecnologica nel campo delle batterie elettriche, ma anche nuovi metodi costruttivi per gli aeroplani: si va dall' utilizzo di materiali ultra-leggeri a particolari profili alari in grado di incrementare il rapporto di planata.
Il rapporto di planata è il rapporto tra la quota del velivolo e la distanza potenzialmente raggiungibile in planata. Per fare un esempio, un aliante con rapporto di planata pari a 40:1 e che si trova a 1 km di altezza, prima di toccare il suolo percorrerà 40 km. Ovviamente se non trova vento o altri fattori atmosferici in grado di modificare questo rapporto.
Le tecnologie attualmente in sviluppo per consentire la realizzazione dei primi aeroplani elettrici possono "garantire" un rapporto di planata pari a 60-70:1 , decisamente notevole se paragonato ad alianti tradizionali, ma di certo non risolve il problema della durata del volo. Se alimentati da batterie costruite secondo le tecnologie attuali, potrebbero consentire voli di 200-300 km, spesso nemmeno sufficienti per un volo interno. Cosa ci impedirebbe di prendere un treno e spendere meno tempo, se consideriamo check-in, controllo di sicurezza e ritardi per maltempo negli aeroporti?
Una delle nuove frontiere per risolvere il problema delle batterie pare essere la nanotecnologia. Grazie all'impiego di questa tecnologia di frontiera, le cui potenzialità sono enormi ed al tempo spesso inquietanti, potremmo costruire batterie in grado di essere da 10 a 20 volte più efficienti, consentendo di realizzare il sogno del volo elettrico. Ma quanto dovremo aspettare per le prime applicazioni commerciali di queste rivoluzionarie batterie? Probabilmente troppo tempo per poter iniziare ad immaginare un volo silenzioso tra le nuvole.
La soluzione a questi problemi? Per Brien Seeley, presidente della CAFE Foundation (Comparative Aircraft Flight Efficiency) è proprio quello di mantenere i voli elettrici entro un raggio di 300-400 km.
"Stiamo esplorando il concetto di mini-aeroporti, magari molti, ognuno grande circa un paio di acri, dal quale si possa partire verso altri mini-aeroporti" sostiene Seeley.
Il concetto è quello di rendere il viaggio in aereo più conveniente dell' uso dell'auto o del treno utilizzando una flotta di velivoli elettrici a breve raggio per gli spostamenti nazionali. Silenziosità, prezzo non dipendente dal carburante e praticità del viaggio farebbero il grosso del "gioco".
