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Andando avanti così ci vorranno 15 anni per raggiungere il livello della Gran Bretagna.


Se l'America si allea con Apple, Microsoft, Sprint e Verizonper creare supporti e programmi per studenti ed insegnanti, in Italia il Progetto "Scuola 2.0"che dovrebbe creare spazi collettivi per un apprendimento organizzato e partecipato tra studenti e insegnanti, al 2013 risulta attivo solo in 15 scuole mentre chi è stato escluso, per il momento aspetta.
A tal proposito il ministro dell'Istruzione, Maria Chiara Carrozza, parla di un approccio "pervasivo" alla tecnologia digitale.
Che, afferma, deve essere "un mezzo di cui devono avvalersi tutte le materie, come fu per il libro stampato sul quale si basò il sistema scolastico dell'Ottocento". Ma intanto, nel nostro paese, il Piano Nazionale Scuola Digitale procede molto lentamente rispetto agli altri paesi europei nonostante il ministro, intervenuta mercoledì al Convegno "Educare alla Rete" ha ammesso che è imprescindibile «un'educazione etica» al digitale che tuteli i più giovani nell'utilizzo delle tecnologie, soprattutto quando sono usate fuori dalle aule.

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