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Un giorno di scuola da ricordare per gli studenti del liceo scientifico Enrico Fermi di Aversa, nel casertano. E' esplosa una bomba nel loro istituto. Ore 8.25, 4 aprile 2006. Esplode una bomba carta al piano terra del liceo, precisamente nei bagni. Botto incredibile e sgomento tra studenti, insegnanti, bidelli e impiegati del liceo ?E. Fermi? di Aversa. Scolaresca sotto choc ma anche tanta paura tra i passanti, gli automobilisti e i frequentatori della vicina stazione ferroviaria.

Una studentessa ha dato l?allarme. Recatasi ai bagni prima dell?inizio delle lezioni ha sentito puzza di bruciato e ha notato un grosso pacco collegato ad una miccia accesa, terrorizzata e urlante ? fuggita via prima che il pacco scoppiasse.

L?esplosione, piuttosto forte, ha devastato i bagni al piano terra, nel lato est dell'istituto, facendo crollare i muri verso l?interno e rompendo anche delle vetrate. Le schegge ?impazzite? hanno colpito gli studenti che stavano transitando nel cortile dove affaccia il bagno.
Sette i feriti, ma solo cinque di loro sono stati portati all?ospedale civile "Moscati" di Aversa dall'ambulanza del 118. Le loro condizioni sono state giudicate non gravi dai medici, solo ad una studentessa di 16 anni sono stati applicati alcuni punti di sutura alla testa.

I vigili del fuoco sono accorsi subito, prontamente avvisati dal il dirigente scolastico ( il preside ) Umberto Mazzarella. A poco a poco hanno affollato via Enrico Fermi anche le auto del commissariato e gli agenti hanno aiutato ad uscire gli ultimi studenti e insegnanti che ancora si trovavano all?interno dell?istituto.
Indagini e interrogatori immediati, come anche le prime testimonianze alla presenza del procuratore aggiunto Paolo Albano e del p.m. Donato Ceglie della Procura di Santa Maria Capua Vetere.

Da subito le piste da seguire sono state o l?atto terroristico, o l?intimidazione, soprattutto con riferimento alla malavita organizzata che purtroppo i questa zona non manca di far sentire la sua forte presenza, oppure semplicemente una ragazzata, una bravata di qualche studente.

Nelle ore che sono seguite alla forte esplosione via via le prime due ipotesi hanno perso spessore.

La pista terroristica, oltre a non riscontrarsi in un valido movente, probabilmente non ha ragion d?essere, in quanto la bomba carta ha si fatto danni ma non paragonabili a quelli ben pi? ingenti che ci sarebbero stati in caso di un atto terroristico.

Per la pista delle intimidazioni il preside ha tenuto a precisare che nel liceo non ci sono lavori in corso n? tanto meno gare d?appalto per cui sia lecito pensare ad una possibile rivalsa. E poi, l'ordigno, di fattura rudimentale, secondo gli artificieri della polizia non era peraltro del tipo utilizzato abitualmente dalla camorra per compiere attentati.

La polizia ha comunque reso noto di non avere registrato rivendicazioni sull?attentato.

L?ultima pista su cui far luce, quella forse pi? probabile a questo punto, rimane l?ipotesi della bravata, della ragazzata, forse degenerata, di uno studente. Ricordiamo tutti l?episodio del liceo Parini di Milano, dove, per rimandare un compito di greco, quattro studenti nella notte tra il sabato e la domenica ( ottobre 2004 ) avevano aperto i rubinetti dell?istituto per poi ritrovarsi al luned? in un lago d?acqua con ingenti danni per la struttura scolastica.

Al momento non sono state fermate persone ma ? quindi nell?ambiente del Fermi che si ? accentrata l?attenzione della polizia.

Anche l'assessore provinciale alla pubblica istruzione Enrico Dilani ? intervenuto sull?accaduto ribadendo che non gli risultano eventuali appalti da fare nell'istituto o a problemi di guardian?a, e ha poi aggiunto che ?resta la gravit? di questo gesto che non si inquadra tra quelli vandalici che pur accadono spesso in questa provincia e che sono riconducibili a balordi o agli stessi studenti.
Quelli, per?, accadono quando le scuole sono chiuse, di notte, o di domenica, ma mai pochi minuti prima che gli studenti entrino per le lezioni?.

Alcuni punti importanti.

Molta considerazione nelle indagini ha la testimonianza della ragazza andata in bagno pochi attimi prima dello scoppio. La ragazza avrebbe incrociato una persona, dall'apparente et? di circa 40 anni, con cappellino e zaino, uscire proprio davanti a lei e dirigersi verso una delle sei uscite dell'Istituto, tutte peraltro presidiate dai bidelli. La circostanza ? al vaglio degli inquirenti e sulla presenza di questo sconosciuto concorderebbero anche altre testimonianze.

La polizia scientifica ha fornito spiegazioni circa l?ordigno: ?Non era sicuramente esplosivo al plastico, ma polvere nera di quella che viene usata comunemente per i botti. Ed infatti ? stato ritrovato anche un cilindro, usato per i fuochi d'artificio, dove era inserito l'ordigno, con una miccia corta. C'? la mano di qualcuno esperto. Per fortuna che hanno ceduto le pareti laterali, altrimenti potevano esserci anche danni gravi alle strutture portanti dell'istituto ?.

Valutando la testimonianza sullo sconosciuto e considerando che per confezionare la bomba si doveva essere un minimo esperti, si potrebbe anche ipotizzare l?eventualit? che l?azione sia stata commissionata, anche dagli stessi studenti.

Il preside, incredulo per l?accaduto, si ? detto convinto che, per rispondere a questo ?gesto scellerato?, la scuola sar? da subito di nuovo aperta, e con i ragazzi ci saranno anche autorit? politiche e scolastiche per rappresentare vicinanza e solidariet? agli studenti e discuterne insieme.

Molti interrogativi rimangono, con l?obiettivo di cercare di capire.

Questa non pu? essere una semplice ragazzata! Le conseguenze della "bomba" potevano essere ben pi? gravi se lo scoppio fosse avvenuto in un'altra zona della scuola o in un momento diverso, come l'intervallo delle lezioni, o se magari avesse tardato anche solo di cinque minuti?

Un "giorno di ordinaria follia" per gli studenti del liceo Enrico Fermi di Aversa, protagonisti e testimoni involontari di un fatto per il momento inspiegabile. Certamente un chiaro segnale di disagio del quale tener conto
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