Gli episodi detti di bullismo, sono in realt? un malcostume che ha cause precise alle quali andrebbe posto rimedio Como, Alba, Brindisi.?
Questi i luoghi da cui provengono le ultime notizie di spiacevoli episodi che nelle ultime settimane hanno scosso e amareggiato il turbolento mondo della scuola italiana.
Episodi ricondotti sotto quel termine, “bullismo”, che porta ad una sintetizzazione semplicistica di un generale malessere sociale all’interno delle aule scolastiche.
Tra volgari prese in giro all’insegnante nell’orario di lezione avvenuti in un liceo scientifico di Como, i soprusi patiti da un dodicenne obbligato a leccare mani e piedi dei tre aguzzini per la restituzione della bici in una palestra di Alba e l’aggressione umiliante da parte di alcuni ragazzi 14-15enni che simulano su un loro coetaneo atti sessuali in un istituto tecnico brindisino, il minimo comune denominatore, da nord a sud, ? la ripresa delle gesta con un videofonino e la condivisione del filmato su internet.
Una sorta di celebrazione delle “eroiche” gesta da condividere con vanto tra amici compiacenti.
Questi ultimi episodi, uniti ai fatti ben pi? gravi di molestie e violenze sessuali perpetrati dai cosiddetti “branchi” di ragazzini minorenni che hanno sconvolto recentemente l’opinione pubblica, non possono pi? essere considerati solamente episodi isolati, ma valutati realisticamente come la punta dell’iceberg di una grave e generalizzata degenerazione dell’et? adolescenziale moderna.
Le radici di questo fenomeno, che si dimostra molto esteso nel tessuto dell’universo minorile e che si arrampica su tutte le classi sociali, sono molteplici e piantate in profondit? nelle difficolt? e contraddizioni della societ? contemporanea.
Le cause elencate a spiegazione del problema sono note e ripetute fino alla nausea soprattutto dalla miriade di esperti psicologi “prezzemolini” che si sono moltiplicati in TV e sui giornali negli ultimi tempi.
I ritmi della vita occidentale dei nostri giorni lascia ben poco spazio all’interazione tra genitori e figli.
La maggior parte delle famiglie vede impegnati al lavoro entrambi i genitori e ci? non lascia spazio al dialogo, gi? di per se ostacolato dallo spirito ribelle che contraddistingue il periodo adolescenziale.?
La TV crea falsi miti a cui i ragazzi si aggrappano in sostituzione di altre figure che oltre al padre e alla madre, dovrebbero essere rappresentate dagli insegnanti e dalle istituzioni.
I film, i telegiornali, i videogiochi sono impregnati di violenza e sesso che bombardano 24 ore su 24 i giovani, alterando la loro percezione della realt?.
I genitori non sanno fare pi? i genitori. Gli insegnanti non sanno pi? fare gli insegnanti….
Tutte argomentazioni giuste e che costituiscono inequivocabilmente parziale spiegazione al fenomeno.
Un aspetto che viene preso poco in considerazione ?, per?, costituito dall’eccessivo permissivismo che si applica nell’educazione dei giovani.
Lungi dal voler reintrodurre il maestro che bacchetta sulle mani lo scolaro indisciplinato, che lo mette in castigo sui ceci o dietro la lavagna o che lo umilia con il cappello con le orecchie da asino, si dovrebbe considerare la difficolt? che incontrano coloro che sono preposti all’insegnamento della disciplina ad un ragazzo nell’et? pi? impegnativa e importante per la sua formazione, senza la possibilit? di imporre la propria autorit?.
O, per meglio dire, con la paura di imporre l’autorit?, consci del fatto che oramai l’educatore e, paradossalmente anche il genitore, pu? incorrere in una denuncia per maltrattamenti verso un minore anche solo per aver alzato la voce (non ? cos? naturalmente, ma ci arriveremo…).
L’adolescente ?, giustamente, protetto sotto ogni punto di vista, primo fra tutti quello psicologico che tanta importanza ricopre nella buona crescita di un individuo.?
Il problema risiede per? nel non esagerare in questa protezione, dando adito al giovane di poter pensare che tutto gli sia permesso e che, in virt? di questo scudo, le sue azioni non avranno conseguenze su se stesso, al punto di arrivare a compiere gesti come quelli che hanno riempito le cronache negli ultimi giorni e pensare potersene vantare orgogliosamente diffondendone addirittura le immagini su internet.
Nella speranza poi di non dover pi? sentire nessun giornalista o psicologo che giustifichi lanci di banchi e sedie in classe alla presenza dell’insegnante come un episodio di goliardia ed esuberanza adolescenziale…
