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Allarme da parte di Confcommercio di Roma: sono troppe le grandi distribuzioni commerciali. A Roma crescono in maniera esponenziale le grandi distribuzioni commerciali, ma il numero dei negozi al dettaglio cala vertiginosamente: ben 5000 negli ultimi due anni hanno dovuto cessare la propria attivit?.

Il monito arriva dalla Confesercenti di Roma che nel corso di una conferenza stampa, ha chiesto al Comune di Roma di mettere “al centro la questione del commercio, un comparto che garantisce, ricchezza, servizio al consumatore ma anche sicurezza e vivibilit? della citt?”.

Queste le basi per cui ? partita la richiesta da parte degli operatori di “fare subito il piano urbanistico del commercio - ha affermato il segretario generale Walter Giammaria - atteso da anni; dobbiamo rivedere le cubature commerciali per la citt? e programmare nuovamente le presenze commerciali all'interno degli articoli 11, per garantire un equilibrio tra piccola e grande distribuzione che gi? oggi ? saltato''.

Il rischio che si corre ? molto elevato: “? probabile che tra 10 anni – spiega Confesercenti – i grandi centri commerciali invaderanno ben il 25% della quota di mercato del commercio, mentre le medie e piccole strutture si attesteranno sul 30% , con una conseguente riduzione di circa 2 punti percentuali rispetto ad oggi. In tal caso si assisterebbe al crollo dei piccoli negozi che dal 60% circa di oggi subirebbe un calo pari al 45%”.

Questo crollo potrebbe riflettersi anche dal punti di vista occupazionale, perch? come ha sottolineato il segretario generale di Confesercenti, “a 5 addetti espulsi dal commercio al dettaglio, corrisponde un solo occupato nei grandi centri commerciali''. Di qui al 2016 e' di circa 10mila imprese e almeno 20mila occupati: il saldo stimato ? decisamente negativo.

''Assistiamo - ha affermato Giammaria - ad una crescita selvaggia della grande distribuzione che sta saturando il mercato, basti pensare che negli ultimi 24 mesi la conferenza dei servizi ha dato il via libera ad ulteriori 299.925 metri
cubi destinati alla grande distribuzione, determinando un aumento dell'80% delle grandi strutture e del 4,50% di grandi strutture rispetto alla totalit? della rete commerciale.?
A fronte di questo i piccoli negozi si sono ridotti del 3,83%''.

Inoltre la Confesercenti ha condotto alcune analisi, dalle quali ? emerso un dato imporante: ha calcolato che tra piani di riqualificazione (200mila mq), le richieste di concessioni in sanatorie pendenti (circa 4 mln mq) e i nuovi piani di zona su Roma (150mila mq), c’? l’incombenza di oltre 4 milioni e 350mila metri cubi occupati dal commercio.

Confesercenti ? seriamente preoccupata per l’”estinzione” delle botteghe ''che potrebbe ridurre la sicurezza e la vivibilit? nelle strade - ha spiegato Giammaria – anche perch? senza le luci delle vetrine la citt? muore''.

Ma l’altra causa della cannibalizzazione del commercio romano, la si riscontra a causa della forte presenza di grandi gruppi di distribuzione stranieri.?
In Francia stanno affrontando una situazione molto simile alla nostra, e proprio il loro governo sta seriamente pensando di tornare sui suoi passi, garantendo incentivi alla piccola distribuzione.?
Ai commercianti romani non resta che aspettare con ansia

Danielantonio Di Palma
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