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Mineo e Costantino: Si al raddoppio e un maggior sforzo per l'occupazione. L’Eni realizzi anche una opera di interesse pubblico per Taranto oltre le royalties Lungi dal voler scaricare sulla impresa privata i costi della gestione fallimentare del Comune di Taranto, riteniamo vadano concesse le autorizzazioni regionali al raddoppio della capacità produttiva della Raffineria di Taranto.

Martedì 6 Marzo presso la Sala Consiliare della Regione vi è stata la presentazione del progetto da parte dei vertici della Società.

Gli investimenti interesseranno la raffineria per un importo preventivato di un miliardo di euro, con la ribadita centralità nel Centro Sud dello stabilimento di Taranto nel contesto produttivo dell’ENI.
Due oleodotti collegheranno la Raffineria a Nola in Campania e a Brindisi.
Il primo sarà lungo 350 chilometri e attraverserà il territorio di 56 comuni, il secondo porterà i prodotti intermedi fino al Petrolchimico di Brindisi.

I lavori di potenziamento della raffineria e di ammodernamento della centrale EniPower (gli impianti sono in parte obsoleti) non determineranno alcun aumento della superficie occupata della Raffineria, quindi l’impatto visivo resterà sostanzialmente lo stesso. Resteranno invariate anche l’utilizzo delle risorse idriche e degli scarichi a mare.

Vi sarà invece una diminuzione delle emissioni di anidride solforosa e di polveri, si ridurrà il traffico navale mentre rimarrà stabile il trasporto su gomma in uscita dalla raffineria.
Non toccato durante la presentazione del programma di investimento il problema della produzione di CO2 , una valutazione che invero riteniamo necessaria.

E’ vero che la Centrale Enipower non brucerà carbon fossile ma l’aumento di produzione comporterà comunque una maggiore emissione di CO2.
I lavori dureranno tre anni con l’impiego di 1600 unità nella gigantesca opera di manutenzione e adeguamento produttivo ai nuovi standard imposti dal mercato. Ma a regime i nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato saranno solo 120, un contributo non eccezionale alla crisi occupazionale.

I Ds jonici sono favorevoli ad interventi che mantengano il carattere industriale della città di Taranto, mentre la posizione di Forza Italia che propone royalties per risanare il Comune di Taranto può invece rappresentare un ostacolo per gli investimenti nella provincia ionica.

Siamo dell’idea che è positivo prevedere le roylaties ma i danni economici e non arrecati al Comune di Taranto debbano essere a carico di coloro i quali li hanno perpetrati, amministrando in maniera scellerata una delle più grandi città del Mezzogiorno.

E’ opportuno, invece, sottolineare che le ISTITUZIONI hanno l’obbligo di sostenere, semmai coadiuvare gli investimenti di qualsiasi impresa, chiedendone piuttosto il naturale rispetto delle leggi in materia ambientale. Certo bisogna dire che questi grossi investimenti molto impattanti per il nostro territorio capitalizzano altrove i profitti con ben poche ricadute occupazionali, questo oramai è indubbio.

Per questo ci sembra altrettanto ingiustificata la posizione di A.N. che esalta il contributo all’occupazione che a lungo termine è invero modesto.
Apprezziamo gli interventi che l’ENI propone a protezione dell’ambiente come il ripristino della viabilità di accesso alla Chiesa di S.Maria della Giustizia, la sistemazione a verde e la riqualificazione del tratto della SS 106 che attraversa la raffineria. Tuttavia ci sentiamo di lanciare una idea: l’azienda sottoscriva un protocollo di intesa con il Comune di Taranto per la realizzazione di una opera di grande interesse pubblico che risarcisca una Città che da sempre offre incondizionata ospitalità ad interventi industriali di notevole impegno territoriale ed ambientale.

Bari, 8 Marzo 2007
I Consiglieri Regionali Ds
Luciano Mineo Paolo Costantino

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