Si tratta in realtà dell'abbonamento alla Rai ma viene imposto come tassa sul possesso dell'apparecchio atto a ricevere i programmi televisivi di qualsiasi emittente A suo tempo, (anni '70) quando la gente stufa di dover pagare per vedere programmi avulsi dalla realtà e un'informazione addomesticata ad uso dei partiti di governo, decise di non pagare più, sostenendo legittimamente di non avere interesse ai programmi Rai e di voler invece guardare ed ascoltare solo le TV private allora nascenti, qualche furbone cambiò le carte in tavola e costrinse gli italiani a pagare con la scusa che il pagamento richiesto era per il possesso dell'apparecchio e non invece l'abbonamento ai programmi Rai.
Per un certo periodo il pagamento fu anche formalmente imputato appunto alla corresponsione della cosiddetta "tassa di possesso".
Col tempo e come al solito gli italiani si dimenticarono delle motivazioni che erano state alla base della protesta e ingoiarono la pillola pagando il balzello.
Questo comportamento tipicamente italiano è assolutamente deleterio e consente alla Casta di fare e disfare tutto ciò che la convenienza personale di ciascuno dei circa 1000 parlamentari della Repubblica decidono per il loro personale tornaconto.
Come tutti possiamo ascoltare più e più volte al giorno, la televisione di stato ci invita a pagare, non la tassa di possesso, bensì "il canone di abbonamento alla Rai" .
Tale richiesta si concretizza poi anche nella lettera che viene mandata a tutti "gli abbonati" con la quale ci si fornisce il bollettino per il pagamento, non della tassa di possesso, bensì appunto il canone di abbonamento.
Io penso che stante questi dati di fatto innegabili, si possa nuovamente e spero definitivamente fare una battaglia per non pagare più.
Mi sembra infatti che nessuno possa ancora legittimamente affermare che si tratti di una tassa di possesso ma sicuramente di canone di abbonamento.
E il canone di abbonamento, in quanto tale, può essere tranquillamente rifiutato.
egoteprovoco
