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La Corte d'Appello di Firenze ha annullato la sentenza di primo grado con cui era stato condannato il gestore di un negozio online di semi di cannabis e materiale per la coltivazione  (fertilizzanti, bilancini, etc.) Il giudice di primo grado aveva accolto la tesi dell'accusa secondo cui il proprietario del negozio avrebbe commesso il reato di istigazione all'uso illecito di sostanze stupefacenti (previsto all'articolo 82 della legge Fini-Giovanardi sugli stupefacenti).

La Corte d'Appello ha invece assolto l'imputato in quanto la sua attivita' e' protetta dalla lliberta' di espressione e di manifestazione del pensiero, diritto sancito all'articolo 21 della Costituzione:
"Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione". Infatti l' accusa di istigazione all' uso di sostanze stupefacenti è inesistente, in quanto trattasi, secondo il Collegio, di "apologia" e "manifestazione del pensiero".

La strategia antidroga voluta in primis da Carlo Giovanardi si è manifestata nella sua ridicolezza alcune settimane fa, con una costosissima operazione in tutta Italia che aveva portato all' arresto di decine di proprietari di negozi e siti web, i cosiddetti "smart shop", violando così l' articolo 21 della nostra amata Costituzione (sempre più in bilico...).
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