Tra gli arresti quello di Mario Chiesa uomo chiave dell'inchiesta tangentopoli degli anni 90.
Proprio lui, allora presidente del Pio albergo di Milano, diede il via a tangentopoli mentre incassava l'ultima ( ? ) tangente?
Oggi martedi 31 marzo 2009, con un blitz che ha visto impegnati 150 militari dell'arma della regione Lombardia e del secondo nucleo elicotteri di Orio al Serio ( Bergamo ), con all'attivo 28 perquisizioni svolte in contemporanea tra Brescia, Milano, Pavia e Varese hanno arrestato Mario Chiesa, coinvolto e condannato per tangentopoli il 17 gennaio 1992.
Con l'arresto di Chiesa emerse un vasto retroscena di concussione e corruzioni a largo raggio che ha poi coinvolto numerosi esponenti della politica, della finanza e dell'imprenditoria.
Venne arrestato nel mentre intascava una rata della tangente, 7 milioni di lire, che serviva a concedere l'appalto a una impresa di pulizia; è così che iniziava l'era tangentopoli.
Corruzioni e concussioni scoperte, indagate, condannate ma mai del tutto debellate: allora come oggi la nostra comunità d'affari si scopre sporca.'
Chiesa, 65 anni, di Milano, considerato dagli inquirenti il collettore delle tangenti nella gestione del traffico illecito di rifiuti.
Oggi come allora.
Chiesa durante l'arresto del 1992 era un esponente del PSI, diventato presidente del Trivulzio nel 1986, acquisì potere e meriti in ambienti politici, anche se alla fine si era legato soprattutto a Craxi.
Condannato a 5 anni e 4 mesi, restituì sei miliardi e, otto anni e mezzo dopo quel febbraio '92, nell'agosto 2000 uscì definitivamente dalla scena di Tangentopoli, dopo aver passato un periodo in prova ai servizi sociali, occupandosi di assistenza ai disabili.
Vorremmo chiedere come sia possibile che un uomo, condannato per reati gravi quali corruzione e concussione possa tornare ad occuparsi di rifiuti o di qualunque altra cosa abbia a che fare con lo Stato.
Evidente che qualcosa non abbia funzionato, evidente che chi doveva pagare non abbia pagato se non pochi spiccioli.
Evidente che sotto la cenere bruciano ancora pericolosi lapilli pronti ad investirci nuovamente con le loro devastanti fiamme.
In questo contesto storico, che vede l'Italia gravemente ripiegata su se stessa, crediamo sia necessario un ulteriore colpo d'orgoglio da parte di chi, su questa Italia, dovrebbe vigilare e assicurare giustizia.
Invece constatiamo amaramente il difficile confine che c'è tra giustizia e giustiziato; spesso e paradossalmente, capace d'invertirne i ruoli.
