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Nessun «colpo di coda», nessuna «asta pubblica» né l'assegnazione di premi «di fine corsa».
ASL ChietiL'assessore regionale alla Sanità, come suo solito, ha perso nuovamente l'occasione per informarsi e leggere gli atti compiuti dalla Direzione generale della Asl di Chieti, che in questi anni ha continuato a risanare il bilancio dell'Azienda, a contenere la spesa per il personale e a ridurre il numero degli incarichi assegnati dalla precedente gestione Conga.

In questi giorni questa Direzione generale sta concludendo un percorso che ha tagliato ben cinquanta dei 180 incarichi di struttura semplice assegnati dalla precedente gestione, dando seguito a pressanti e ripetute sollecitazioni in tal senso dei competenti organi statali e regionali.

Il provvedimento di revisione degli incarichi, infatti, non solo non comporta alcun aggravio di spesa, ma è stato adottato in attuazione delle indicazioni del Ministero e della stessa Regione Abruzzo al fine di ricondurre progressivamente la spesa nei limiti fissati dal Piano di risanamento. E' un adempimento obbligatorio per evitare di aumentare il disavanzo della sanità e, di conseguenza, le tasse sui cittadini.
Tale provvedimento, inoltre, attua accordi integrativi aziendali già ampiamente concordati con i sindacati che li hanno sottoscritti.
Per ridurre il numero degli incarichi è stato dunque necessario riassegnarli, ma questo è il lavoro di mesi, non di quattro giorni.
Punto.

La firma dei contratti che avviene in questi giorni è un atto meramente formale, che nulla toglie e nulla aggiunge a decisioni già prese da tempo e deliberate.
Di questi argomenti si è parlato ampiamente anche nella Cabina di regia regionale, che ha condiviso tale impostazione. In quella sede la situazione era stata rappresentata direttamente all'assessore alla Sanità, il quale forse non aveva ben compreso ciò di cui si stava parlando.
Ma questo non ci stupisce.

Tra questi cinquanta incarichi eliminati, abbiamo poi saputo, ci sono anche alcuni amici degli amici, per cui anche questa ennesima reazione scomposta e vergognosa dell'assessore ci stupisce fino a un certo punto.
Non abbiamo accettato pressioni politiche per le nuove nomine, come ben sa l'assessore, abbiamo rispettato le indicazioni tecniche formulate dai Dipartimenti, premiando la professionalità, il merito e non la simpatia o l'appartenenza partitica.
Ora stiamo pagando anche per questo.

Le notizie fornite al quotidiano "Il Messaggero" dipingono invece un quadro davvero singolare, totalmente opposto alla realtà e, cosa assai più stupefacente, hanno come fonte l'assessore, il quale dovrebbe essere un tecnico della sanità, oltre a essere stato un sindacalista.

Raccontare in giro che la Asl di Chieti abbia potuto appendere un cartello per invitare il primo che passa a prendersi un incarico, come al mercato del pesce, è un insulto all'intelligenza di chi lo afferma.
O, forse, dalle parti dell'assessore si usa proprio così.
Chi è abituato ad agire in una certa maniera, evidentemente pensa che così fan tutti.
Ma non è così e in questi anni lo abbiamo dimostrato, ripristinando le regole nel funzionamento della sanità pubblica e nei rapporti con le cliniche private, costrette dai nostri controlli e visite ispettive a rientrare nella legalità e a non far risultare, ad esempio, tre persone ricoverate nello stesso posto letto. Questo ha dato fastidio e oggi stiamo assistendo a un chiaro percorso di restaurazione, di cui l'allontamento di questa e di altre Direzioni generali è solo un tassello.

Un cartello è stato appeso, ma questo dimostra la nostra trasparenza e anche l'ingenuità di voler lavorare sempre e comunque a carte scoperte.
E' solo una comunicazione interna, una delle tante, per invitare gli aventi diritto (già individuati in seguito a un lungo e regolare percorso di valutazione comparata) - non chiunque passasse - a presentarsi per firmare i contratti.
Non è certo il bando di un'asta pubblica, l'avviso del mercato e altre immagini utilizzate per gettare fango su persone perbene, su tecnici che hanno creduto di poter lavorare onestamente per questa Azienda e per questa Regione, tra l'altro contando sulla collaborazione di validi professionisti e dipendenti.
Se avessimo avuto sveltine o atti illegali da fare per vendicarci, certo non avremmo appeso cartelli per farlo sapere a tutti né avremmo aspettato l'ultimo giorno.

Che delusione, assessore, quanta incompetenza, cattiveria e volgarità.
Ma il problema non è per noi, che andiamo via a testa alta e torniamo al nostro lavoro e continuiamo serenamente le nostre vite, ma per i cittadini di questa Asl e dell'Abruzzo.
Siamo certi che troverete nuovi professionisti che sapranno rispondere alle vostre logiche e ai vostri ordini assai meglio di quanto noi abbiamo fatto.


Chieti, 26 settembre 2009

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