Dall’anno dell’intervento armato della forza Isaf, sotto comando statunitense, per deporre il regime dei talebani a seguito del loro rifiuto a consegnare il leader di al Qaeda, Osama bin Laden responsabile degli attacchi terroristici dell'11 settembre, sono morti nel Paese almeno 1.400 soldati stranieri. E’ un prezzo altissimo in vite umane che i circa 42 Paesi che hanno inviato loro contingenti militari in Afghanistan, nell’ambito delle missioni Oef e Isaf, stanno pagando. Il tributo più alto è quello pagato dagli americani e dai britannici. Questo anche perché sono impiegati nel sud del Paese considerata la zona più calda. Oggi il comando militare americano in Afghanistan ha confermato la notizia che 5 militati statunitensi hanno perso la vita, in momenti diversi, nelle ultime 24 ore nel corso di alcune operazioni militari condotte dall’Isaf nel sud e nell'est dell'Afghanistan. La battaglia più violenta è stata combattuta nella provincia orientale di Paktika, zona controllata dal signore della guerra Jallaludin Haqqani. Nella nota il comando Isaf ha precisato che 2 soldati americani sono rimasti uccisi ieri nel corso di un attacco compiuto da sospetti talebani alla pattuglia di cui facevano parte nella parte occidentale di Kandahar, roccaforte dei Talebani nel sud del Paese. Altri 2 invece, continua la nota , sono morti per l'esplosione di un ordigno su una strada nella stessa regione afghana e un quinto militare è morto in seguito alle ferite riportate dall'esplosione di granate lanciate contro la sua pattuglia notturna da ribelli nell'est dell'Afghanistan. Gli Stati Uniti hanno finora perso 890 uomini mentre il Regno Unito 219. Li seguono poi Canada: 130, Germania: 35, Francia: 31, Danimarca: 25, Spagna: 25, Paesi Bassi: 21, Italia: 21, Polonia: 13, Australia: 11, Romania: 11, Estonia: 6, Norvegia: 4, Repubblica Ceca: 3, Lettonia: 3, Ungheria: 2, Portogallo: 2, Corea del Sud: 2, Svezia: 2, Turchia: 2, Belgio: 1, Finlandia: 1, Lituania: 1, Altri: 20. Però è il 2009 l’anno più insanguinato, mentre con 77 soldati stranieri morti, è lo scorso agosto il mese con il più alto numero di perdite per le forze internazionali. Quest’anno di fatto si è registrato un numero impressionante di soldati rimasti uccisi. Fattore questo che ha reso sempre più impopolare la missione nell’opinione pubblica dei vari Paesi che sono intervenuti in Afghanistan. Questo in particolare negli Usa e Gran Bretagna. I due Paesi hanno, anche in questo caso, registrato un aumento superiore agli altri Paesi del numero dei militari morti. Un forte aumento delle vittime che ha indotto in particolare l'amministrazione Obama a valutare l'ipotesi di inviare o meno altre truppe in Afghanistan per cercare di arginare la guerriglia talebana. Prima dell’aggravarsi della situazione militare nel Paese centro-asiatico, la scorsa primavera, il presidente americano Barack Obama già aveva deciso di inviare altri 21mila soldati in Afghanistan per cercare di uscire dalla grave situazione di stallo in cui era precipitata la missione degli Stati Uniti in Afghanistan. Dallo scorso giugno il coordinamento delle due missioni è stato affidato ad un unico comandante: il generale americano Stanley McChrystal. Dopo gli ultimi sviluppi però sia la Casa Bianca sia il Congresso americano stanno discutendo ulteriormente del futuro della missione. In totale i soldati dispiegati a controllare il territorio afghano vasto 650mila chilometri quadrati sono circa 64.500 soldati stranieri. Suddivisi poi in 5 comandi regionali e in 26 team provinciali di ricostruzione, Prt. In particolare il contributo in uomini per ogni singolo Paese è: Stati Uniti, 29.950 uomini a cui vanno aggiunti i 9mila della missione Oef, che rappresenta il Paese con più soldati schierati. Seguono poi la Gran Bretagna con 9mila, la Germania 4.050, il Canada 2.830, l'Italia 2.795, la Francia 2.780, la Polonia 2.000 e l'Olanda 1.770. Partecipano anche Paesi come l'Australia 1.090, la Romania 875 e la Turchia 730, che proprio oggi ha annunciato un aumento del numero dei suoi militari, Danimarca 700.
Ad essi vanno poi associati altri 91.900 uomini dell’esercito afghano. Un numero questo destinato ad aumentare in quanto per ora corrisponde solo al 69 percento degli effettivi previsti ossia 134mila uomini da mettere in servizio entro il 2011. L’esercito nazionale in Afghanistan partecipa al 90 percento delle azioni militari della Nato.
Ferdinando Pelliccia
