Tempo fa c'era chi sosteneva che l'utilizzo di Internet, per quanto fosse un'invenzione rivoluzionaria, contribuisse a rendere l'essere umano più stupido.
La ricerca di informazioni facilmente alla portata di mano di chiunque sarebbe stato uno dei motivi; sembra quasi che il surfing via Internet e l'accesso alla rete sembrasse creare una massa di individui analfabeti, in grado soltanto di fruire di pubblicità multimediali e di cercare il video più stupido della giornata.
Se da un certo punto di vista l'utenza Internet rispecchia questa descrizione, in realtà la Rete più estesa del mondo sta ottenendo l'effetto opposto: Internet infatti potrebbe renderci più intelligenti.
Questo è quello che emerge da un sondaggio condotto alla Pew Internet & American Life Project and Elon University. Il loro Imagining the Internet Center ha intervistato 895 operatori della Rete, facendo domande sulle loro aspettative su Internet per i prossimo 10 anni. Il campione era composto da professori, avvocati, esperti di privacy, pionieri di Internet e businessmen della Rete.
Una delle domande era la seguente: secondo voi, Google sta contribuendo a rendere le persone meno intelligenti per la disponibilità di una marea di informazioni facilmente raggiungibili e che non costringono a passare ore sui libri, elaborando le informazioni in essi racchiuse?
Dallo studio è emerso che il 76% degli intervistati sostiene che per il 2020 l'utilizzo di Internet incrementerà l'intelligenza umana; dato che le persone avranno accesso ad un numero incredibile di informazioni, diventeranno più intelligenti e faranno scelte migliori.
Il 21% invece non è d'accordo con questo scenario. Secondo loro l'utilizzo di Internet contribuirà probabilmente ad abbassare il quoziente intellettivo per persone che ne fanno uso costante e prolungato. L'accesso a miliardi di informazioni infatti non è necessariamente legato all'incremento dell'intelligenza
Il tutto nasce dall' opinione di Nicholas Carr espressa in un articolo sul "The Atlantic" dal titolo "Google ci sta rendendo stupidi?".
Carr in sintesi sostiene: la nostra mente, bombardata da informazioni provenienti da diversi canali on-line, subisce un'influenza negativa proprio per il flusso di informazioni che la Rete ci offre. Troppe informazioni infatti costringono ad una selezione, spesso non accurata quanto quella che avviene attraverso canali informativi tradizionali, di ciò che ci interessa e ciò che non è rilevante per noi.
In effetti, come sostiene anche Lee Ranie, direttore della Pew Internet & American Life Project, una buona parte delle persone intervistate sente l'influsso stressante di questo bombardamento di informazioni, ed hanno ammesso che sono costrette a saltare numerose informazioni trovate su Internet per l'impossibilità di poterle recepire, analizzare e memorizzare.
"Quando gli intervistati ripensano a cosa sarà tra 10 anni, se saremo più intelligenti o no, la risposta è parecchio curiosa, dato che ritengono che probabilmente molti individui si perderanno in questo flusso di informazioni, ma che la nostra società sarà collettivamente più intelligente" afferma Rainie. E continua "Oggi misuriamo l'intelligenza secondo certi parametri, e forse la stessa natura dell' intelligenza cambierà nel giro di 10 anni. Non sarà necessariamente legata a quanto sai assimilare, ma sarà legata al modo in cui tratti le informazioni, al pensiero critico, alla dote di sintesi".
"Tra dieci anni, è probabile che le persone condivideranno più informazioni, ma ci saranno più livelli di controllo su di esse" sostiene Anthony Townsend, direttore del Palo Alto-based Institute for the Future.
"Sta già accadendo. I giovani sono molto sofisticati su quello che rendono pubblico o vogliono tenere privato, e come creano differenti livelli di amicizie. Una delle cose che ha fatto Facebook è nullificare il significato della parola "amico", perchè ora ci sono diversi tipi di amicizia".
David clark, del MIT Computer Science and Artificial Intelligence Laboratory, sostiene invece che tra 10 anni "potremmo perdere la nostra abilità di scrivere, non nel senso letterale, ma inteso come impossibilità di scrivere a mano libera con una penna.".
Patrick Tucker, di Future Magazine sembra ancora più pessimista nella sua visione dell'impatto che Internet avrà sul genere umano. Secondo lui, blog, social network e siti web che consentono commenti e discussioni stanno rendendo tutti più "sotto-letterati". Ore spese a commentare o scrivere SMS non rende più abili nella scrittura, anzi, spesso si ottiene l'effetto contrario, livellando verso il basso la lingua.
Quale sarà il futuro di Internet e del genere umano non possiamo prevederlo con certezza. Occorrerà aspettare una decina d'anni per vedere i risultati di una serie di sotto-culture che stanno sempre più prendendo piede sulla Rete, e per affermare con certezza se Internet ci sta rendendo più stupidi, più intelligenti, o se sta semplicemente cambiando la nostra società dalle fondamenta, modificando il nostro rapporto con le informazioni.
