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Fini_-_Berlusconi


Difficile dare un senso al caos politico di questo ultimo periodo, capire esattamente cosa succederà nei prossimi giorni e quale sarà il destino di questa sgangherata Italia.

Ma proviamo a mettere un po' d'ordine.
Fini e Berlusconi continuano a giocare a palla avvelenata.

Dal palco di Perugia il Presidene della Camera ha ufficialmente consumato lo strappo con il Premier dichiarandosi “oltre il Popolo delle Libertà”, accreditandosi come il leader di una destra liberale e moderna, distante anni luce dal populismo autoritario di Berlusconi. Il Presidente della Camera ha inoltre invocato la riforma del “Porcellum” elettorale e si è scagliato contro la cultura(se di cultura si può parlare) leghista.

La metamorfosi politica di Gianfranco Fini, giunta all'ultimo stadio, va sicuramente apprezzata, ma lascia spazio ad alcuni quesiti: dov'era in questi sedici anni?
Dove stava mentre il suo (ex?)alleato distruggeva la costituzione a suon di leggi ad-personam?
Fini dimentica, inoltre, che la vergognosa legge sull'immigrazione reca in calce ancora il suo nome, in compagnia proprio di quello del leader del carroccio. Detto questo, staremo a vedere se la minaccia di ritirare i ministri futuristi del Governo avrà seguito. Di certo era ingenuo attendersi da Berlusoni il primo passo sperando in un atto di responsabilità, lontano anni luce dal modus operandi del Caimano.

È stato perlopiù un atto simbolico, un ultimatum lanciato per non dare l'opportunità ai falchi del Popolo delle libertà di additare Fini e i finiani come i vili traditori di fronte all'opinione pubblica. Il potere di far cadere l'esecutivo resta quindi saldamente nelle mani del Presidente della Camera che dovrà decidere se presentare formalmente con la sua nuova formazione un atto di sfiducia o proporre l'appoggio esterno, svincolandosi dalle scelte di voto della maggioranza.

Dalla convention di Fli di Perugia, oltre a invocare le dimissioni di Berlusconi da Primo Ministro, Fini ha aperto direttamente all'ingresso di Casini e alle forze moderate per dar vita a un governo tecnico, traghettare il Paese senza traumi verso le nuove elezioni. Un'idea gradita al leader dell'Udc e, a quanto pare, al Partito Democratico, stretto tra la ormai solita indeterminatezza e indecisione che lo sta facendo precipitare nei sondaggi. Il Pd rappresenta forse l'unico partito di opposizione nel mondo che perde consensi nonostante il crollo verticale del Governo.

Un caso più unico che raro.
Invece di compattarsi e di elaborare un progetto politico credibile, di lavorare alle future alleanze, i vertici del Partito Democratico vivacchiano facendo il tifo per il Presidente della Camera.
Renzi escluso. Il sindaco di Firenze si sta infatti inserendo nel vuoto assoluto del suo partito, ergendosi a paladino del rinnovamento per “rottamare” i vecchi quadri dirigenziali e dare spazio alle nuove generazioni di delegati. Una battaglia di indiscusso coraggio, da seguire con interesse per capire se e a quali risultati potrà portare. In mezzo al caos politico di queste ultime settimane una certezza però c'è ed è il crollo progressivo del basso impero berlusconiano, colpito ai fianchi dagli scandali sessuali e dalle nuove rivelazioni di una ex militante di Forza Italia, accusata di traffico internazionale di stupefacenti.

L'ennesimo scandalo ha avuto l'effetto nefasto per il premier di allargare un malcontento già ampiamento diffuso nel Pdl, provocando malumori anche nella stampa da sempre vicina al Cavaliere. Vittorio Feltri, in un'intervista rilasciato al quotidiano “Il Fatto”, ha infatti duramente criticato Berlusconi, attaccandolo senza mezzi termini sulle questione delle escort.
Come se non bastasse, alcuni giornali hanno riportato in questi giorni la notizia che alcuni parlamentari sarebbero in procinto di abbandonare la nave traballante del Pdl per raggiungere l'isola felice di Fli.
La conclusione dell'era berlusconiana sembrerebbe già segnata, ma attentenzione a dare per morto (politicamente si intende) Berlusconi. Un errore commesso in passato e costato caro alla sinistra italiana e a tutto il paese.

Siamo proprio sicuri, quindi, che questa storia finirà così?

 

Andrea Leone

 

 

 

 

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