storia di una ladra di libri
È un dato di fatto che il romanzo di Markus Zukas "La bambina che salvava i libri" sia un best seller: quasi 8 milioni di copie vendute in tutto il mondo che lo hanno fatto rimanere saldo per quattro anni nella classifica dei migliori libri di tutti i tempi redatta dal New York Times.

E allora pensi che il film fosse all'altezza della sua versione cartacea, che ne avrebbe reso l'essenza, per lo meno l'idea. Viene naturale credere che in "Storia si di una ladra di libri", ti imbatti in una novella Lupin che salva i libri dalla censura del regime nazista e invece no. Uno dei film favoriti nella corsa agli Oscar, non è parso all'altezza delle aspettative e neanche il regista, pluripremiato per aver diretto la serie tv Downton Abbey, nonostante il cast "stellare" composto da Geoffrey Rush, Emily Watson e la giovane Sophie Nélisse, la piccola ladra. La storia è quella di Liesel Meminger, affidata dalla madre, perseguitata dal regime perché comunista, ai coniugi Max (Geoffrey Rush) e Rosa (Emily Watson). Grazie soprattutto al nuovo padre impara a leggere e ad appassionarsi alla lettura e sarà grazie a questa passione che terrà in vita Max (Ben Schnetzer), un ebreo tedesco che si nasconde nel sottoscala della loro casa e che corre il rischio di morire a causa di una forte febbre e la mal nutrizione. I libri che la ragazzina legge per lui, non sono proprio rubati, ma come lei precisa più volte "presi in prestito" dalla casa del sindaco che ne è piena.

La trama, comunque, non si centra affatto su questa "pratica", come il titolo suggerisce, ma sulle vicende sanguinose della guerra il che lo rende un film già visto, benché sia uno dei pochi che parlino dal punto di vista dei tedeschi, di un popolo che soffre di fame e di dolore per un conflitto che non condivide. A tratti commovente, non raggiunge gli alti livelli segnati dal romanzo: probabilmente per la voglia di raccontare tanto, non sviluppa bene nessun punto. L'ultima parte, poi, ricorda molto il finale di Titanic, dunque non molto originale anche se necessario. Il risultato è un film non diverso da altri, che avrebbe potuto sviluppare meglio la tematica della censura dei libri, ma che tutto sommato vale la pena vedere, sia solo perché aiuta a non dimenticare una delle epoche più oscure della nostra storia.

Commenti

Potrebbero interessarti

Nessuna connessione internet