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euro 2016
L’impietosa scure dell’euro si è abbattuta su un’altra vittima. Si tratta della Finlandia.
A sostenerlo, è il suo Ministro degli Esteri, Timo Soini, il quale si è così espresso al riguardo: “La Finlandia non avrebbe mai dovuto aderire all’euro”. Lo stesso sembra essere anche intenzionato a promuovere un referendum inteso a ridefinire la permanenza del suo Paese nell’euro.

La dichiarazione resa da Soini, è di indiscutibile evidenza. Entrando nell’euro, la Finlandia ha irreversibilmente compromesso la propria economia, soprattutto dopo l’inatteso e indotto tracollo del suo colosso elettronico “Nokia”. Anche per questo, tutte le iniziative successivamente adottate nell’intento di stimolare nuove e sostanziali spinte economiche, sono miseramente fallite. La gravissima crisi economica finlandese, riconducibile alla subdola trappola dell’euro, avrebbe ordinariamente comportato una adeguata svalutazione monetaria per poter fronteggiare la congiuntura. Ma, attualmente, tale iniziativa non è praticabile.

 

Non lo è, poiché la Finlandia, prostrandosi ai piedi dell’euro, ha rinunciato a due capisaldi della convivenza civile e democratica: alla sovranità nazionale e a quella monetaria. Di conseguenza, si trova costretta a ridurre almeno nella misura del 15% il costo della sua manodopera per poter competere con i suoi interlocutori commerciali. Non bisogna inoltre sottovalutare il fatto che l’ingravescente crisi economica finlandese duri ormai da più di tre anni. Stando alle stime elaborate dalla sua banca principale, Nordea, nel futuro essa conoscerà una ulteriore spinta recessiva che la relegherà, entro il 2017, fra le più deboli economie della sempre più disastrata “zona euro”. Allora, le sue prospettive di sviluppo economico, risulteranno addirittura pari a meno della metà di quelle greche.

 

Infine, Soini rimprovera all’Unione Europea di non aver saputo salvaguardare i propri confini, visto che milioni di persone provenienti soprattutto dall’Africa e dal Medio Oriente cerchino ormai rifugio in Europa, mettendo così in discussione la validità del “Trattato di Shengen”, a proposito del quale egli ha così concluso: “Probabilmente, Shengen non sarà revocato ufficialmente, ma non sarà più applicato”. Come sta succedendo proprio in questi giorni.

 

Riferimento: -http://www.bloomberg.com/news/articles/2015-12-22/finland-should-never-have-joined-euro-foreign-minister-says

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